Paul Gascoigne condannato per l’aggressione alla moglie

L’ex giocatore della Lazio condannato a pagare 600£ di multa per l’aggressione alla moglie e 400£ per ubriachezza molesta

E’ terminato il processo per direttissima ai danni dell’ex centrocampista della Lazio, e della nazionale inglese, Paul Gascoigne: l’ex calciatore, ridotto sul lastrico dopo aver sperperato in alcol, droga e fallimentari terapie riabilitative un intero patrimonio, dovrà pagare 600£ di multa di risarcimento alla ex moglie Sheryl ed altre 400£ per ubriachezza molesta: “Gazza” era stato arrestato intorno alle 10:30 del 4 Luglio alla stazione di Stevenage, nell’Hertfordshire.

La condanna a Gascoingne, che si è dichiarato colpevole davanti alla corte, è l’ennesimo tassello di un mosaico rappresentante una vita sregolata, sopra le righe, quella di un campione caduto in disgrazia per colpa dei suoi stessi fantasmi.

Ancora si narrano, in tutto il mondo, le scorribande di Gazza: l’ultima in ordine cronologico ha il sapore della disfatta totale per un uomo, Paul Gascoingne, che è la sintesi del genio e sregolatezza. Il 4 luglio scorso aveva aggredito l’ex moglie ed una guardia di sicurezza della stazione di Stevenage, venendo arrestato e rilasciato 12 ore dopo con l’accusa di aver preso per la gola l’uomo e aver spintonato l’ex moglie che era intervenuta per provare a calmarlo.

“Il signor Paul Gascoigne, quella mattina, venne notato barcollare verso la ferrovia. Proveniva da nord-est ed era diretto a Londra Kings Cross dopo esser stato a Newcastle per trovare suo padre afflitto da una patologia cardiaca. Sceso a Stevenage è stato avvicinato dall’agente di sicurezza Jack Sherrington verso cui si è rivolto con la parola “c…” ripetutamente.

Gascoigne ha successivamente afferrato l’agente al collo per pochi secondi, senza provocare conseguenze fisiche. Furono quindi chiamati l’ex moglie Sheryl insieme ai figli, sottolineando le difficoltà in quel momento del primogenito 17enne nel ritrovarsi in quella situazione.”

Così la vicenda è stata ricostruita dal Presidente della Corte Carolyn Marsh.

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