Guerra tra Spagna e Brasile per Diego Costa: lui vuole le Furie Rosse, Scolari non cede

Lo splendido avvio di campionato dell'Atletico Madrid, primo in Liga con otto successi di fila, ha avuto nell'attaccante Diego Costa uno dei maggiori protagonisti: centravanti famelico, potente e concentratissimo, il numero 19 dei colchoneros ha fatto dimenticare Radamel Falcao in un baleno conquistando l'affetto del Vicente Calderon in poco più di un mese. Dieci gol già messi a segno, attualmente è il capocannoniere del campionato spagnolo, tra cui quello pesantissimo al Bernabeu col quale i ragazzi di Simeone hanno battuto il Real Madrid, tutto pare andare a gonfie vele per lui se non fosse per un piccolo antipatico particolare: non gioca per alcuna selezione nazionale perché Brasile e Spagna se lo stanno contendendo, quasi considerandolo un importante ago della bilancia circa l'esito dei prossimi Mondiali.

La questione effettivamente è spinosa: da qualche settimana Diego Costa ha ottenuto la cittadinanza spagnola e ha manifestato senza mezzi termini, ma comunque non rilasciando dichiarazioni ufficiali, di voler indossare la maglia rossa della Nazionale allenata da Vicente Del Bisque. Felipe Scolari, ct del Brasile, aveva già convocato il centravanti dell'Atletico Madrid la primavera scorsa in occasione delle amichevoli che i verdeoro giocarono contro Italia e Russia ma non essendo queste partite ufficiali un suo "passaggio" alla Spagna era ancora possibile, tanto che dalle parti di Madrid aspettavano il transfer per poterlo avere a disposizione già dalle gare di questi giorni contro Bielorussia e Georgia. Transfer che ha ritardato non a caso: oggi Scolari ha dichiarato che chiamerà Diego Costa per i match in programma a novembre, il Brasile infatti non intende rinunciarvi.

Diego Costa arrivò in Europa neanche 18enne allo Sporting Braga dove giocò poco salvo una parentesi nella seconda serie portoghese al Penafiel; nel 2007 lo acquistò l'Atletico Madrid che in tutti questi anni lo ha mandato spesso e volentieri in prestito a farsi le ossa (è un '88 e ha lasciato un buon ricordo ovunque è andato, dal Celta Vigo all'Albacete, dal Real Valladolid al Rayo Vallecano). L'anno scorso il rientro alla base e l'esplosione vincendo la Coppa del Re da capocannoniere (8 gol) e giocando da titolare in Liga pur segnando col contagocce; quest'anno la definitiva consacrazione con 10 gol nelle prime otto partite, giocate di classe e fisicità da "calcio moderno". Ora però è a un bivio, come gli ha ricordato il connazionale Dani Alves in un'intervista di qualche giorno fa a As:

"A Diego Costa chiedo di decidere a mente fredda, lui potrebbe essere un giocatore molto importante per il Brasile, non a caso è il capocannoniere della Liga. Non ho parlato con lui, non voglio interferire nelle sue cose, rispetteremo ogni sua decisione, solo lui sa cosa è meglio fare, l'unica cosa che posso dire e di ragionarci bene perchè poi non si può più tornare indietro. Nel 2006, quando ero al Siviglia, mi sono trovato nella sua stessa posizione. Potevo vestire la maglia della Spagna ma ho deciso di giocare per la Nazionale del mio paese".

Come andrà a finire? A lui la scelta.

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