Boniperti: "Fui vicino al Real Madrid, alla Juve stavo per portare Maradona"

Juventus - Real Madrid è una di quelle gare per le quali si vive tutto l’anno. Di fronte si ritrovano due grossissime fette del calcio mondiale, due club che hanno nelle rispettive bacheche decine e decine di trofei e che quando si sono trovate di fronte hanno sempre dato vita a sfide spettacolari. Sponda bianconera, un pezzo di storia l’ha scritta Giampiero Boniperti ex capitano e recordman, che ha avuto modo, una volta appese le scarpette al chiodo, di continuare a vincere con la Juve da dirigente. Alla vigilia di Juventus - Real Madrid, proprio Boniperti ha parlato al quotidiano spagnolo AS, raccontando alcuni retroscena della sua carriera da dirigente bianconero:

“Oltre a Pelè, stavo per portare anche Maradona in bianconero. Andai in Argentina per chiudere il trasferimento - rivela Boniperti -, ma il presidente Grondona mi odiava e così fece saltare il passaggio. Alla fine lo diedero al Barcellona”.

Ripercorrendo brevemente la propria carriera da calciatore, Boniperti ricorda il suo esordio con la maglia della Vecchia Signora e i primi gol. Tra i ricordi, ovviamente, c’è anche il Real Madrid dei suoi anni, una squadra che dominava incontrastata in Europa:

“Alla Juve ci arrivai nel 1946. Decisiva fu un'amichevole contro il Fossano: vincemmo 7-0. Indovina quanti gol feci? Sette. Quando arrivai alla Juve trovai tantissimi grandi giocatori, da Rava a Locatelli, passando per Parola. C'erano tanti campioni del mondo e stranieri come Hansen, Martino o Praest. Peccato che negli anni Cinquanta - ricorda Boniperti -, quando si cominciò a giocare in Europa, la squadra più forte era il Real Madrid. Conoscevo Bernabeu, era un uomo alto, bello. Era un grande personaggio, che è diventato fondamentale a Madrid”.

Scavando nella memoria, l’ex dirigente e calciatore della Juve, dice la sua su altri grandi madridisti del passato:

“Di Stefano era un genio, mi piaceva tantissimo il suo modo di porsi e il suo stile di gioco. Di Puskas ricordo che aveva un piede sinistro fatato”.

Anche la Juventus, però, aveva tra le sue fila grandi campioni, come Charles e Sivori:

“Charles? Il più forte - continua Giampiero Boniperti - , ma era anche una persona buona, straordinaria. Sivori? Era un giocatore intelligente e simpatico, un leader dentro e fuori dal campo. Era un tipo molto latino, caliente: a volte usciva di testa ed era un problema”.

Boniperti, così come Charles e Sivori, nel Real Madrid ci sarebbe stato benissimo, per qualità sia tecniche che umane. Effettivamente, ammette lo scopritore di Del Piero, le ‘Merengues’ ci avevano provato, ma il suo amore per la Juventus fece dire di no alla ‘Camiseta Blanca’:

“Io al Real Madrid? Qualcuno mi cercò, in effetti, però tutti conoscevano il mio amore verso la Juve. Chiusi la carriera a 33 anni, giocai l'ultimo match contro l'Inter: finì 7-1. Solo mia moglie sapeva che quella sarebbe stata l'ultima gara, non lo dissi neanche all'Avvocato per non farlo infuriare”, conclude Boniperti.

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