La storia di Matteini, dalla Serie A al Brunei: “Neanche una discoteca, voglio tornare”

Davide Matteini, dai campi nostrani all’esperienza in Brunei: al livornese però manca la vita notturna e vuole tornare in Italia.


A 24 anni Davide Matteini faceva gol in Serie A con la maglia dell’Empoli, era la stagione 2006/2007 e per l’attaccante livornese pareva l’inizio di una fulgida carriera (i punti più alti le esperienze a Pescara, Parma e Vicenza). Le soddisfazioni in tredici anni di su e giù per l’Italia non gli sono di certo mancate (come andare in rete all’Ardenza con la maglia del suo Livorno o punire, sempre con un suo gol, l’odiato Pisa), eppure a trent’anni ormai superati Matteini si aspettava di giocare a un livello più alto rispetto alla Seconda Divisione, nel Tuttocuoio, provincia pisana. Ventimila euro a stagione a due passi da casa, il minimo sindacabile per non appendere gli scarpini al chiodo, anche se le sue attitudini da dongiovanni gli suggerivano di aprire una nuova stagione; così a settembre, prima che arrivasse la chiamata dai neroverdi di Ponte a Egola, Davide si è presentato come corteggiatore di Anna Munafò a Uomini e Donne, tatuaggi in bella vista e look da aspirante tronista. Sospeso tra il calcio e le donne, a gennaio ha ricevuto la chiamata inaspettata: dall’estremo oriente, più precisamente dal Sultanato del Brunei, perché l’erede al trono (e Primo Ministro) Al-Muhtadee Billah si era “innamorato” calcisticamente di lui.

Galeotto internet coi gol di Matteini reperiti in rete, a inizio anno la proposta shock: contratto annuale da 170mila euro, villa con piscina e altri benefit, più l’amicizia del figlio del sultano per giocare nella squadra del quale è anche presidente, il Duli Pengiran Muda Mahkota che milita nel campionato di Singapore. L’estroso attaccante toscano ci ha pensato su salvo poi accettare, sbarcando in Brunei con l’amico Simone Quintieri (anch’egli calciatore con esperienze in Indonesia e a Miami). Ha preso contatto con l’ambiente e ha effettuato i primi allenamenti, ma dopo pochissimi giorni il buon Matteini è già stufo della sua nuova vita nel sultanato; oggi Il Tirreno riporta le parole del giocatore che dall’altro capo del mondo si sfoga coi giornalisti livornesi:

“Qua c’è davvero poco, è una piccola isola dove tutti pregano dalla mattina alla sera. Persino di notte si sente il muezzin salmodiare dal minareto. È un disastro! Sembra di essere al Vaticano, ma con più rigidità. Non ci sono discoteche, pub o locali. Non danno neppure l’alcol nei ristoranti e le ragazze… lasciamo perdere. Insomma, è tutto molto diverso dal mondo a cui siamo abituati in Occidente. Adattarsi a vivere qui sarebbe dura. Credo proprio che rinuncerò alla proposta”.

Esotismo sì, ma per il frequentatore della notte versiliese Matteini c’è un limite a tutto:

“Ci hanno portato a vedere la casa di un compagno di squadra croato. Una mega villa in riva al mare con tanto di piscina. Tutto molto bello. Ma non posso rischiare di diventare matto per soldi. Ho già parlato col mio procuratore e penso che recupereremo alcune delle offerte che avevo in Italia”.

Gli fa l’eco anche Quintieri, che aggiunge:

“Gli manca il Seven (noto locale di Marina di Pietrasanta, ndr). In parte lo capisco. Qui il calcio non è molto sentito, lo sport principale è il softball. La società che lo vorrebbe acquistare è nata appena nel 2000 e partecipa al campionato di Singapore, perché qui non ci sono altre squadre. E poi questo è un paese islamico integralista, dove si vive in maniera assai diversa rispetto a quello a cui siamo abituati. Il figlio del sultano? È venuto a vedere l’allenamento ed è rimasto impressionato da Davide. Il problema è che lui non se la sente di rimanere”.

Eppure spulciando la sua pagina Facebook, corredata di foto con l’amico Simone, non sembra se la stiano passando troppo male. Ma senza donne e vita notturna…