I cinque gol più belli di sempre secondo me: video e analisi

Rifacciamoci gli occhi ammirando e analizzando cinque gol spettacolari: da Ronaldinho a Baggio, da Gourcuff a Ibrahimovic, senza dimenticare la perla di Lamberto Zauli.

Ogni sport ha la sua essenza, il calcio non può prescindere dai gol: così se una chiusura perfetta di un difensore, un lancio geniale o una parata istintiva possono far stropicciare gli occhi lì per lì, quel che rimane nella memoria collettiva è un pallone che inesorabile finisce in fondo al sacco. Che sia un autogol o una rete di ginocchio, quando il tifoso vede la propria squadra andare a segno il giubilo è universalmente uguale in ogni angolo del globo; ma se la realizzazione è costruita con tecnica e perizia fuori dalle doti di un comune mortale, allora la rivisitazione visiva di quel gesto al limite dell’artistico diviene quasi necessaria per rinvigorire il proprio amore nei confronti del giocatore, della squadra, del calcio, dello sport.

Da un secolo a questa parte si sono segnati milioni di gol e centinaia sono quelli memorabili: ad ognuno la propria galleria preferita di prodezze, personalmente sfrutto le colonne di questo blog per andarvi a presentare la mia cinquina da sogno. Sono cinque perle, alcune famose altre meno, che non vogliono mettere in secondo piano le mille altre che albergano la fantasia di voi lettori: si tratta semplicemente di un omaggio pubblico a dei gol che per me hanno assurto al ruolo di rappresentazione più alta del nostro amato gioco. Spero gradiate questo regalo, se volete alla fine votate pure il vostro gol preferito tra quelli da me proposti. Buona lettura e buona visione.

Ronaldinho

All’andata degli ottavi di finale di Champions League, correva l’anno 2005, il Barcellona aveva vinto in rimonta contro il Chelsea, un 2-1 che non lasciava tranquilli i catalani in vista del ritorno a Stamford Bridge; nella gara dell’8 marzo i Blues partirono subito forte e in 20 minuti conducevano 3-0. Ronaldinho non ci sta e prima accorciò le distanze, quindi al 38′ siglò il suo secondo gol che avrebbe qualificato i blaugrana: Terry spazza di testa al limite dell’area, raccoglie palla Iniesta che tocca per il fuoriclasse brasiliano, due-tre finte ubriacanti nei confronti di Carvalho e “punta” di destro alle spalle di un immobile Cech. In un secondo Ronaldinho riesce a combinare il ritmo della samba e la ferocia di un tiro sferrato prendendo in contro-tempo uno stadio intero. Poi i londinesi passarono il turno.

Lamberto Zauli

Semifinale di Coppa delle Coppe 1997/98, al Romeo Menti la gente di Vicenza sogna l’impresa: l’undici allenato da Francesco Guidolin, l’anno prima vincitore della Coppa Italia ai danni del Napoli, nella sua insolita campagna europea non ha avuto grandi problemi, ma al penultimo atto lo scoglio Chelsea pare proibitivo. Tra le mura amiche i biancorossi giocano in maniera gagliarda, andando in vantaggio con un gol sublime di Lamberto Zauli al minuto numero 16: lancio dalla sinistra di Viviani, il fantasista dei veneti aggancia in volo bevendosi Newton, quindi si impegna in un veloce dribbling per evitare l’accorrente Leboeuf, infine scaglia di sinistro un tiro velenoso che batte De Goey. Tutto è al posto giusto: il controllo, la preparazione e la conclusione, una gemma che a Vicenza nessuno ha dimenticato.

Roberto Baggio

Giornata 24 della Serie A 2000/2001: la Juve di Ancelotti e Zidane, ancora delusa dal secondo posto di un anno prima (col famoso epilogo di Perugia), combatte per conquistare il 26esimo scudetto contro la Roma di Capello. Il primo di aprile a Torino arriva il Brescia dell’ex Roby Baggio: alla mezz’ora i padroni di casa vanno in vantaggio con Zambrotta, a cinque minuti dalla fine arriva la prodezza del Divin Codino. Lancio dal cerchio di centrocampo di Pirlo, palla a spiovere verso Baggio che controlla la sfera e al contempo, col medesimo tocco, aggira Van Der Sar per poi depositare in rete con un tocco facile facile. Un gesto atletico che riassume la magia del numero 10 di Caldogno, tutta la sua infinita classe, la bellezza commista alla semplicità.

Zlatan Ibrahimovic

Novembre 2012, amichevole di lusso tra Svezia e Inghilterra: scandinavi avanti con Ibrahimovic, gli inglesi tornano prepotentemente in partita ribaltando il risultato con Welbeck e Caulker, quindi ancora la stella del Paris Saint Germain, a ripresa inoltrata, compie il doppio sorpasso con altre due reti. Una tripletta basterebbe a immortalare una serata da incorniciare, ma Zlatan non è tipo che si accontenta facilmente così sulla sirena non solo trova il poker, ma anche il gol dell’anno, forse il suo più bello di una collezione già spettacolare: la retroguardia di casa spazza in avanti, Joe Hart esce dall’area di rigore respingendo di testa, Ibra non ci pensa su due volte e spalle alla porta inventa una bicicletta da distanza siderale (oltre che defilato) che finisce la sua corsa in rete disegnando una traiettoria a spiovere da perdere il fiato. Pazzia e genio, doti atletiche e capacità tecniche: in futuro basterà far vedere questo gol ai nostri posteri per spiegare che razza di giocatore è stato Zlatan Ibrahimovic.

Yoann Gourcuff

Una sera del gennaio 2009 il francesino timido e introverso di nome Yoann e di cognome Gourcuff, realizza il gol più bello della sua controversa carriera, una realizzazione che probabilmente è tra le più emozionanti della storia del calcio: in prestito al Bordeaux ma di proprietà del Milan, allo stadio Chaban-Delmas i girondini ospitano il Paris Saint Germain; in vantaggio di due reti a zero, i padroni di casa allenati da Laurent Blanc al 70esimo si portano sul 3-0 (alla fine faranno anche il quarto gol) grazie a un colpo di genio del loro numero otto. Si fa prima ad ammirarlo che a descriverlo, ma tant’è, ci proveremo lo stesso: Gourcuff riceve palla spalle alla porta nei pressi del limite dell’area; si gira con un dribbling secco, quindi ne effettua un altro con un elastico che manda in confusione un secondo avversario, infine scarica un bolide di esterno destro sul secondo palo. Da vedere e rivedere, senza aggiungere altro.

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