Brasile 2014, Buffon: "Spogliatoio spaccato? Non si può fare contenti tutti"

Italia-Uruguay si avvicina a grandi falcate e Gigi Buffon decide di metterci la faccia. Chi meglio del capitano poteva presentarsi oggi davanti ai microfoni dei giornalisti per parlare della terza e decisiva gara del gruppo D contro l’Uruguay? Dopo la gioia contro l’Inghilterra, l’Italia è tornata con i piedi per terra perdendo contro la Costa Rica: una gara, che al di là del risultato, ha evidenziato diverse pecche degli azzurri. Tattica, condizione fisica e mentale: l’Italia non c’è stata da nessun punto di vista e la qualificazione agli ottavi si è maledettamente complicata. Contro l’Uruguay, martedì alle 13 in Brasile, le 18 in Italia, ci sarà il match point contro una nazionale che ci conosce molto bene, visto che diversi elementi militano o hanno militato nel campionato italiano.

Gli azzurri passerebbero anche con un pareggio, ma non è il caso di fare calcoli: bisogna scendere in campo per dare il massimo e per ottenere il massimo risultato.

“Se verremo eliminati sarà un fallimento - dice Buffon da Natal - , nessuno può sottrarsi a questa evidenza. Uscire agli ottavi o ai quarti non è la stessa cosa che tornarsene a casa dopo il girone. E’ ovvio che arriviamo con stati d’animo diversi, ma è come un sedicesimo di finale con due risultati su tre a disposizione. Non è così male, il problema sono le ripercussioni della sconfitta con la Costa Rica. E’ il decimo grande torneo che disputo con la Nazionale, solo in una Confederations Cup eravamo già qualificati a una giornata dal termine del girone. Sono abituato. Polemiche e critiche ci stanno, sono giuste, ma in questo momento noi dobbiamo estraniarci da tutto ciò che ci sta intorno. Non è spocchia, è solo che non abbiamo tempo per distrarci”.

Assente all’esordio contro l’Inghilterra per infortunio, Buffon è sceso in campo nella seconda gara contro la Costa Rica, travolto anch’egli dalle feroci critiche pur essendo esente da colpe. Il problema alla caviglia è ormai alle spalle e a supporto del capitano azzurro è giunta da qualche giorno in Brasile anche la famiglia:

“L’infortunio alla vigilia della prima gara è stata una botta psicologica per me, nemmeno nelle più rosee previsioni avrei sperato in un recupero così rapido. Meno male - ammette - , mi ci voleva”.

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Di sicuro, per quella che molti definiscono una “finale”, Prandelli cambierà molto, sia dal punto di vista tattico, sia negli interpreti. A centrocampo mancherà Daniele De Rossi, alle prese con un fastidioso infortunio al polpaccio dal quale non si sa ancora quando si riprenderà. In difesa, dovrebbe essere proposta la linea a tre che ha dato ottimi risultati proprio alla Juventus: davanti a Buffon potrebbe agire il trio Barzagli-Bonucci-Chiellini. In avanti, invece, salgono le quotazioni di Ciro Immobile, che Prnadelli ha provato nell’ultimo allenamento in coppia con Mario Balotelli, fin qui troppo spesso solo in attacco.

“Contro l’Uruguay serviranno cuore caldo e testa fredda. Convinzione e autostima non devono scemare per una gara andata male. Certo - continua Buffon - , Cavani e Suarez sono due giocatori di livello straordinario, sia quando giocano “spacchettati” che quando lo fanno insieme. Ieri non abbiamo fatto nulla dal punto di vista tattico, oggi o domani vedremo. La difesa a tre non mi sorprenderebbe, noi siamo camaleontici e pronti a tutto. Non penso a come mi troverei meglio io, ma solo a come far esprimere meglio la squadra, io mi adatto. Balotelli più Immobile? Non credo abbiano mai giocato insieme, sarebbe una novità, con tutti i rischi e i benefici del caso”.

Gran parti delle responsabilità, dunque, ora ricadono sul commissario tecnico, Cesare Prandelli, chiamato a non sbagliare nulla dopo le criticatissime sostituzioni della gara contro la Costa Rica. Buffon, in ogni caso, ripone la massima fiducia nel tecnico:

“De Rossi è difficilmente sostituibile come Pirlo, è impossibile che la squadra non ne risenta, ma la bravura del nostro allenatore è proprio quella di non farci subire contraccolpi psicologici e tattici. Prandelli in questo è un maestro, riesce sempre a mettere in campo formazioni equilibrate e con un senso”

Infine, una battuta sulle voci di uno spogliatoio diviso per il malcontento di chi fin qui ha giocato meno di altri:

“Crepe nel ritiro? Discorsi futili, come quelli tra ubriachi, col mio pensiero non farei cambiare idea a nessuno. Dico solo che questo tipo di problema c’era già stato in Confederations e lì avevate detto che era un valore. Nella vita non si può far contenti tutti. Sta alla nostra professionalità - conclude - rispondere in campo”.

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