Gli errori della Juve: perché il rapporto con Conte doveva terminare prima

Un rapporto che si è incancrenito da molti mesi

di antonio

[iframe width=”620″ height=”350″ src=”http://video.gazzetta.it/video-embed/814266ca-0c41-11e4-b318-4337ccdac59b” frameborder=”no”]

Non puoi pensare di mangiare con 10 euro in un ristorante da 100 euro“. Probabilmente l’avvocato Gianni Agnelli, a fine maggio, gli avrebbe risposto con una battuta sferzante delle sue prima di una chiamata a rapporto in sede da parte di Boniperti, una tiratina di orecchie. E se non fosse bastata, una lettera di ringraziamento. La frase di Antonio Conte sulle possibilità di vittoria in Europa non fu “da Juventus” e pensandoci bene, non rispecchiava il vero valore dei bianconeri in Europa. Che non valevano e non valgono 100 euro, ma neanche 10 euro. La Juventus è uscita dalla Champions League in un girone tutt’altro che insormontabile, non riuscendo a battere neanche una volta il Galatasaray e fermandosi su un misero pareggio a Copenaghen.

Non è riuscita a vincere una Europa League (è pur sempre un trofeo europeo e la Juve non iscrive il suo nome nei palmares dei tornei Uefa dal 1997) in cui giocatori alla mano, era indubbiamente la formazione più forte di quelle rimaste in lizza. Non è riuscita a centrare l’obiettivo della finale di Torino, nel proprio stadio, un’occasione che si presenta poche volte nella vita. Non ha giocato in Europa come giocava da 3 anni in campionato, travolgendo tutti gli avversari. Anche per merito di Conte. Ma meriti e demeriti, in ogni sport di squadra, si dividono, e le responsabilità del fallimento europeo della Vecchia Signora non possono essere solamente additate alla società.

L’Atletico Madrid ha sfiorato la vittoria della Champions League sedendosi con una cinquantina di euro scarsi al tavolo di un ristorante da 100 euro… E poi ci sono le gerarchie da rispettare, o quantomeno da non sputtanare in piazza. Ci si confronta in privato sui punti di vista differenti. Funziona in questo modo in ogni settore, è anche un modo per proteggere il proprio lavoro e quello di una società. Se un dipendente critica pubblicamente la propria azienda (sana e non certo povera, fino a prova contraria), marchiandola implicitamente e più o meno come una banda di accattoni, allora quel dipendente sta sbagliando.

I Video di Blogo

Video, Olbia-Monza, Berlusconi ai tifosi: “Scusate, vi devo salutare perché devo andare a [email protected]

Ultime notizie su Allenatori

Tutto su Allenatori →