Italia-Olanda, Conte in conferenza stampa: "Vince solo chi è speciale"

Italia-Olanda, Antonio Conte in conferenza stampa. Prima vigilia per il nuovo CT della nazionale italiana: si tratta pur sempre di un’amichevole, ma l’ex tecnico della Juventus ha già confermato di aver dormito pochissimo la notte scorsa. Probabilmente, ancora meno dormirà stanotte, anche se gran parte della formazione che affronterà domani a Bari gli olandesi è praticamente fatta. A parte il modulo, il suo fedele 3-5-2, Conte non dà particolari indicazioni sulla formazione, a parte il fatto che giocherà Sirigu e non Buffon e che lo juventino Marchisio non sarà risparmiato per la gara ben più importante contro la Norvegia, valida per le qualificazioni agli Europei 2016.

"La formazione? Giocano Sirigu e Marchisio. L'attacco? El Shaarawy è da valutare, ha un acciacco".

Non dice sostanzialmente altro il CT azzurro, anche se è chiaro che in attacco il ballottaggio per fare da spalla a Ciro Immobile è tra Sebastian Giovinco e Simone Zaza: nettamente favorito il fantasista bianconero, che seppur non trovando spazio tra i titolari alla Juventus, rimane un pupillo del tecnico salentino. Al di là del valore sportivo dell’amichevole di domani, l’Italia di Conte vuole partire subito con il piede giusto, poiché la gara ha un forte valore simbolico e si vuole dare un importante segnale al Paese:

"Dobbiamo essere un esempio per il Paese. Nei ragazzi ho visto il giusto approccio, spero che la mia idea di calcio venga riproposta subito in campo. Vincere? Ci riesce solo chi è speciale - evidenzia Conte - , ce la faremo".

Intanto, c’è da fare i conti con la cabala, poiché solo 3 volte su 11 un CT della nazionale italiana ha vinto all’esordio. Essendo Conte uno molto scaramantico, il dato che gli riportano in conferenza stampa lo mette in allarme, anche se c’è un precedente benaugurante:

"Sentendo questi dati, faccio gli scongiuri. A nessuno piace perdere, anche se in certe occasioni la prima sconfitta, dopo 24 mesi, si è tramutata nella vittoria del Mondiale (con Lippi): l'Olanda è una squadra forte, con valori consolidati. Noi abbiamo voglia di dimostrare che vogliamo fare le cose per bene".

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Si giocherà a Bari, una delle prime piazze in cui Conte ha svolto il ruolo da allenatore. Sarà dunque una serata speciale per il CT e per la sua famiglia. L’importanza che dà il salentino a questa gara, emerge chiaramente dal racconto della vigilia da parte del diretto interessato:

"Mi auguro di dormire qualche ora in più rispetto a quanto avviene di solito prima di eventi importanti. Anche se quando dormo tanto spesso maturo buone idee... In tribuna ci saranno mia moglie e mia figlia, che ha fatto il suo esordio in questo stadio quando allenavo il Bari".

Dalla Juventus alla nazionale, Antonio Conte rischia in breve tempo di diventare simpatico, dopo aver avuto per tre anni la nomea del classico vincente-antipatico. Addirittura, nonostante le sconfitte subite sul campo proprio dalla sua Juventus, tutti i nazionali azzurri, quale che sia la loro squadra di provenienza, hanno accolto Conte con entusiasmo:

"Il fatto della simpatia è relativo - argomenta in conferenza stampa - , spero che i ragazzi apprezzino il mio modo di fare trasparente e lineare, tipico di una persona che riesce a dire una brutta verità rispetto a una bugia. Non penso che ai miei giocatori in passato sia stato antipatico. Quando si vince c'è empatia con tutti. Gli elogi di Buffon? Mi auguro di non smentire Gigi. Sentire queste parole è molto bello, vuol dire che in questi anni mi ha apprezzato come calciatore, come allenatore e come uomo. La buona riuscita della nostra Nazionale dipenderà da elementi importanti come Gigi, De Rossi, Chiellini, Barzagli, Pirlo... Questa gente deve darci una mano a livello calcistico ma non solo, deve accompagnare i più giovani nella crescita".

In definitiva, cosa si aspetta Conte dall’amichevole contro l’Olanda? Andrà bene una vittoria anche giocando male, o meglio una buona prestazione con sconfitta?

"Io mi aspetto di vedere l'idea di calcio che vogliamo fare. Non sarà semplice perché in tre giorni non puoi costruire molto. Ma in questi sei allenamenti - continua - ho visto grandi margini di miglioramento. Detto questo, perdere non piace a nessuno ma vincere è per gente speciale. Da domani vogliamo essere speciali".

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