Carlo Paris è il nuovo direttore di Rai Sport, silurato Mazza

Cambia il vertice di Rai Sport

La decisione era nell'aria da un paio di giorni ed è scaturita, secondo voci "ufficiali", dagli ascolti dei canali sportivi tematici, RaiSport 1 e 2. Fonti vicine al dg smentiscono in maniera categorica che la ragione dell’avvicendamento dipenda dalla sostituzione di Paola Ferrari con Sabrina Gandolfi alla guida della Domenica Sportiva. Si era sparsa la voce di un certo fastidio provato dal direttore generale Luigi Gubitosi dopo i litigi tra la Ferrari e la Gandolfi sui sociale network, ma la notizia non è stata confermata.

Il consiglio di amministrazione ha approvato a maggioranza la nomina di Carlo Paris a nuovo direttore della testata sportiva al posto di Mauro Mazza. Assente il consigliere Rodolfo de Laurentiis, hanno votato contro i consiglieri Antonio Verro e Guglielmo Rositani, mentre Antonio Pilati si è astenuto. Favorevoli gli altri consiglieri. Carlo Paris è un volto dei programmi sportivi della Rai e per anni è stato il «bordocampista» delle partite della nazionale. Lo scorso anno curava una rubrica di sport al termine del Tg1 della domenica sera. Lunedì è prevista un’assemblea di redazione di RaiSport.

Carlo Mazza, l'ormai ex direttore, non ci sta e non è escluso un ricorso. Mazza è diventato direttore di Rai Sport dopo un ricorso seguito alla sua rimozione dalla direzione di Rai1 e avrebbe confidato agli amici di essere intenzionato ad affidare tutte le carte ai suoi legali per proporre un nuovo ricorso davanti alla magistratura del lavoro, per tutelare la sua immagine dopo il secondo allontanamento da una direzione in meno di due anni:

"È evidente che, qualora il Consiglio dovesse decidere la mia rimozione, peraltro in assenza di contestuali proposte di incarico equivalente, non potrò che ricorrere nuovamente alla Magistratura del Lavoro onde ottenere il ripristino della mia posizione professionale. Mi vedrei costretto, con dolore, ad intraprendere ogni consequenziale azione risarcitoria, perché la seconda (e già annunciata) destituzione professionale nell’ambito degli ultimi venti mesi non fa che ledere in maniera pesante e forse irreversibile la mia persona e la mia immagine professionale. Nel 2013-14, i risultati d’ascolto e i riscontri di gradimento sono stati molto positivi e i rapporti direzione-redazione sono dialettici ma positivi e propositivi. Da condannare l’indecorosa litania di tweet aggressivi e insultanti verso colleghi o verso l’azienda (si riferisce al comportamento di Paola Ferrari sui social network, ndr)".

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