Paolo Maldini ancora polemico con il Milan: “Non si sa a cosa ambisce”

Paolo Maldini, vincitore del Premio Liedholm, non ha risparmiato critiche al Milan giudicandolo poco competitivo per vincere e competere con le migliori in campionato

Ennesimo riconoscimento per Paolo Maldini. L’ex capitano del Milan, ritiratosi cinque anni fa dal calcio giocato dopo aver vinto tutto il possibile con la maglia rossonera, ha ricevuto a Cuccaro Monferrato, in provincia di Alessandria, il Premio Liedholm, assegnato a coloro che nel mondo dello sport si sono contraddistinti per qualità tecniche e umane. Maldini succede nell’albo d’oro a Ancelotti, Del Bosque e Platini.

Inevitabile, a margine della cerimonia di premiazione, è arrivata una domanda sul nuovo corso del Milan. Paolo non è mai stato tenero con i rossoneri e anche stavolta ha lanciato una critica in larga parte condivisibile

Quella attuale non è certo una squadra per vincere. La realtà del Milan è che non sa quale può essere il suo vero obiet­ti­vo. Non certo il campionato. Forse il terzo posto. Senza soldi la gestione è molto complicata. Ma la campagna acquisti estivi è anche il simbolo di una scarsa programmazione

Maldini ha comunque apprezzato la scelta di puntare su Pippo Inzaghi, suo compagno di squadra nel Milan di Ancelotti, vincitore di un campionato, due Champions League e un Mondiale per club

Se Pippo è ar­ri­va­to dov’è, si­gni­fi­ca che è bravo. La ga­vet­ta non è sempre in­di­spen­sa­bi­le. Ho giocato con di­ver­si com­pa­gni che erano già po­ten­zia­li al­le­na­to­ri. Pippo era uno di quel­li

Con l’ingresso di Barbara Berlusconi nei ranghi della dirigenza rossonera, si è scritto e parlato di un possibile ritorno al Milan dello stesso Maldini con un ruolo di primo piano nell’organigramma societario. Erano quelli i giorni in cui Adriano Galliani, stizzito dalla troppa ingerenza della figlia del Presidente, aveva minacciato le dimissioni da amministratore delegato, ipotesi poi rientrata in seguito all’intervento salomonico dello stesso Berlusconi. Maldini non chiude le porte a un futuro dirigenziale che potrebbe portarlo anche altrove

Ci sono stati dei con­tat­ti, poi non ho più sen­ti­to nes­su­no. Se mi chia­mas­se­ro, ne par­le­rei vo­len­tie­ri, ma non sono io che cerco loro. E non è scrit­to da nes­su­na parte che debba la­vo­ra­re al Milan. Se ca­pi­terà, bene, al­tri­men­ti va bene lo stes­so

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