Razzismo, Carlo Tavecchio squalificato per sei mesi dall’Uefa

La decisione del Comitato di Controllo, Etica e Disciplina dell’Uefa.

Non si sono rivelate sufficienti le molteplici scuse di Carlo Tavecchio, presidente della Federazione Italia Giuoco Calcio, dopo la famosa gaffe razzista di cui si rese protagonista durante un’assemblea della Lega Dilettanti, lo scorso luglio, quando era ancora candidato a diventare il numero uno della Figc.

Come ben ricordiamo, Tavecchio, parlando dell’accoglienza degli extracomunitari in Italia e affermando nel dettaglio che grazie al suo intervento tutti i calciatori extracomunitari presenti sul territorio italiano possono iniziare a giocare a calcio, scivolò su una battuta che divise l’opinione pubblica in due fazioni: chi ha accusato Tavecchio di essere un razzista e chi ha affermato che Tavecchio ha espresso un concetto giusto ma con le parole sbagliate.

La battuta incriminata fu la seguente:

Noi diciamo che Opti Pobà (nome fittizio di un giocatore inventato da Tavecchio, ndr) è venuto qua, che prima mangiava le banane e adesso gioca titolare nella Lazio e va bene così.

La Uefa aprì un’istanza disciplinare dopo questa dichiarazione di Carlo Tavecchio per “presunti commenti razzisti”. Lo stesso Tavecchio non si scompose e si dichiarò sereno, parlando di “atto dovuto”.

Oggi, martedì 7 ottobre 2014, è giunta la decisione finale del Comitato di Controllo, Etica e Disciplina che non è affatto positiva.

Carlo Tavecchio è stato squalificato per sei mesi da ogni attività Uefa, di conseguenza, non sarà eleggibile a posizioni Uefa e non potrà nemmeno partecipare al congresso Uefa che si terrà il prossimo 24 marzo.

Il presidente della Figc, inoltre, dovrà anche organizzare un evento speciale in Italia che si occupi di sensibilizzazione su temi inerenti il razzismo.

La decisione dell’Uefa non stupisce affatto: la lotta contro il razzismo, infatti, è sempre stata uno dei punti cardine del programma di Michel Platini, presidente dell’Uefa, che ha sempre ribadito il proprio impegno per risolvere la piaga del razzismo nel calcio.

Ricordiamo, invece, che la procura Figc archiviò il caso per mancanza di “fatti di rilievo disciplinare”.

Foto | © Getty Images

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