Nuova legge stadi: pugno duro contro tifo violento e frode sportiva

Ieri il sì della Camera dei Deputati al nuovo decreto legge che dovrà arginare la violenza negli stadi: ora il testo al Senato

Nella giornata di ieri è arrivato il sì della Camera dei Deputati al nuovo decreto legge che dovrà arginare il fenomeno della violenza negli stadi italiani e la frode sportiva. Il primo applauso arriva dal presidente del Coni, Gianni Malagò, che accoglie con favore la via intrapresa dal Governo: “Non ci sono solo parole, ma anche fatti – dice -. Fa capire che non si sta scherzando. E mi sembra che le pene sono molto importanti”. Il testo è passato alla Camera con 289 sì, 144 no e due astenuti.

Cosa contiene la nuova legge. Tra i provvedimenti inseriti nel DL, c’è un inasprimento del Daspo, che durerà almeno tre anni per coloro i quali si renderanno protagonisti di violenze di gruppo, mentre per i recidivi gli anni potranno essere minimo 5 e massimo 8. Rischia il Daspo, non solo chi si renderà protagonista di azioni violente, ma anche chi esporrà negli stati striscioni offensivi o rappresentanti discriminazione razziale, oltre che coloro i quali commetteranno reato contro l’ordine pubblico. Nel caso di scontri, inoltre, il Ministero dell’Interno potrà disporre la chiusura del settore ospite di un determinato stadio fino ad un massimo di due anni e vietare la vendita di biglietti ai tifosi residenti nella provincia della squadra ospite.

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Pugno durissimo nei confronti di chi si renderà protagonista di espressioni rappresentanti discriminazione razziale o etnica: sarà consentito l’arresto in differita per gli autori di cori e striscioni. Quanto alla frode sportiva, invece, le pene salgono fino a 9 anni di reclusione, mentre è stato inserito nella nuova legge il contributo straordinario fortemente voluto dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e che tutti i club dovranno pagare per partecipare alle spese per la messa in sicurezza degli stadi tramite il presidio delle forze dell’ordine. Soddisfatto il Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, che dal Lussemburgo ha dichiarato:

“L’obiettivo è stato centrato: restituiamo il calcio agli italiani. Fuori i violenti dalle curve. Dentro famiglie e bambini. Da oggi la palla agli appassionati”.