Il decreto legge sugli stadi è stato approvato: dai club soldi alla polizia

Svolta nel mondo del calcio e del tifo

di antonio

Quella che potrebbe diventare una piccola svolta per il calcio italiano arriva da Palazzo Madama dove il Senato ha espresso parere favorevole, con 164 voti a favore e 109 contrari, alla fiducia posta dal governo sul Decreto legge Stadi. Il provvedimento sarà convertito in legge dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale e la fiducia era stata chiesta nella mattinata di mercoledì dal ministro della Giustizia, Andrea Orlando. Passa la linea dura voluta dal premier Matteo Renzi, passa soprattutto il suo cavallo di battaglia: i club dovranno versare una quota dell’incasso (dall’1 al 3 per cento) per gli straordinari delle forze dell’ordine in servizio allo stadio. Ora la palla passa al calcio italiano che a inizio ottobre aveva addirittura paventato l’ipotesi di uno sciopero.

– Gli altri provvedimenti –

Il Daspo di gruppo prevede che ai tifosi violenti sia interdetto lo stadio più a lungo. Il divieto di accesso varrà infatti per almeno 3 anni nei confronti dei responsabili di violenze di gruppo e si estenderà da 5 a 8 anni nel caso dei recidivi. Potranno essere “daspati” anche i soggetti denunciati o condannati per l’esposizione di striscioni offensivi o violenti o razzisti o per reati contro l’ordine pubblico e altri delitti gravi come ad esempio rapina, detenzione di esplosivi, spaccio di droga.

Viene inoltre introdotto, in via sperimentale, l’utilizzo della pistola elettronica da parte delle forze dell’ordine.

L’arresto in flagranza differita sarà allargato anche nei confronti di chi intona cori o innalza striscioni che incitano alla discriminazione razziale o etnica.

Inasprimento delle pene per la frode in competizioni sportive. Reclusione da due a sei anni e multa da 1000 a 4000 euro. Un ulteriore irrigidimento sanzionatorio è previsto per il caso in cui alla frode sportiva consegua l’effettiva influenza del risultato della competizione su concorsi a premi basati sui pronostici.

Divieto di trasferte. Uno o due campionati senza poter seguire la propria squadra fuori casa nel caso di gravi episodi di violenza. Chiusura del settore ospiti e divieto di vendita di biglietti ai tifosi che risiedono nella provincia della squadra avversaria.

Pene per i tifosi violenti simili a quelle per mafiosi e terroristi. I ‘daspatì recidivi e gli ultras più pericolosi potranno essere sottoposti dal tribunale alla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, integrata se necessario da altre misure di prevenzione come il divieto o l’obbligo di soggiorno.