Juventus: le spine di Allegri, Vidal e Llorente

La Juve di Reggio Emilia perde i primi punti della stagione. E dimostra cosa le manca quest’anno rispetto all’ultimo triennio.

Cosa manca alla Juventus 2014-2015? La prima risposta, immediata, è Antonio Conte. Un tecnico capace di tenere tutti sulla corda, sia che si giocasse con la Roma, sia che si scendesse in campo contro l’ultima in classifica, il Sassuolo. Tanto per non fare riferimenti alla cronaca recentissima.

Ma alla Juve 2014-2015 mancano anche due giocatori, che non sono stati venduti, ma che al momento hanno dato un contributo minimo o nullo. Uno è Arturo Vidal, che tra ginocchio, notti brave in discoteca e aerei in ritardo, finora ha inciso solo una volta. Togliendo a Madama quantità e qualità. E stiamo parlando di un centrocampista – goleador, che spesso ha tolto le castagne dal fuoco a Conte. La Juve di oggi non può prescindere dal Guerriero, quindi farà bene a chiarire la situazione.

L’altro pezzo mancante è un pezzo da (uno e) novanta, ossia Fernando Llorente. Ancora nessun gol finora. La sensazione è di un attaccante intristito, troppo spesso solo e spalle alla porta. Se anche l’anno passato la partenza era stata lenta – ma non giocava da circa un anno – quest’anno stiamo assistendo a una partenza lentissima. Per non dire falsa. Anche i suoi gol e le sue sponde decisive stanno mancando come il pane.

Ieri, a Reggio Emilia, nell’assalto finale dei campioni d’Italia, Nando-gol era già in panchina. Troppo brutto per essere vero. Il problema è che i ‘piccoletti’ della Juve lo cercavano con cross in area, come si fa nei casi in cui non si riesce a scassinare una cassaforte. In rosa, Max Allegri non ha un clone dell’ariete basco. Ieri Morata era squalificato, ma non è esattamente l’alter ego di Llorente. E allora, o la Juve impara a giocare anche senza lo spilungone d’area oppure bisogna recuperare al più presto lo spagnolo. In qualunque modo.

Detto questo, contro il Sassuolo, si sono viste anche le lacune di Allegri. E dispiace dirlo dopo sei vittorie in campionato. Il tentativo di cambiare schema, nel secondo tempo, è fallito. E’ chiaro che la squadra gioca a memoria con il 3-5-2, s’impantana con qualsiasi altro metodo (e poi perché Ogbonna largo a sinistra quando c’era un certo Giorgio Chiellini da utilizzare nella sua vecchia posizione?). Meglio che Max torni presto alla vecchia Juve per evitare altri inciampi. E perché non si dica che a questa Juve manca terribilmente Antonio Conte da Lecce.

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