Puglia: il papà picchia l’arbitro, il figlio chiede scusa in lacrime

Arbitro di 17 anni aggredito nel campionato giovanissimi pugliese: uno dei genitori sugli spalti non aveva gradito una decisione presa nel secondo tempo

Ancora violenza nei confronti degli arbitri sui campi di periferia. L’ultimo episodio da censurare, è avvenuto a Montesano, in Puglia, dove il papà di un giovane calciatore ha aggredito il direttore di gara, mettendo in imbarazzo lo stesso giocatore, che in lacrime ha chiesto poi scusa a tutti. Si tratta del secondo caso nel giro di poco più di una settimana, a conferma dell’allarme lanciato dal presidente dell’AIA, Marcello Nicchi: se non si abbassano i toni e non si ha rispetto per i direttori di gara, non si fa altro che esacerbare gli animi.

E così, mentre a Montesano Salentino (Lecce) era in corso di svolgimento la partita tra Tricase e Sportinsieme Sogliano, valida per il campionato regionale giovanissimi, il padre di uno dei giovani calciatori in campo ha scavalcato la recinzione e ha picchiato il direttore di gara di soli 17 anni. La gara, giocatasi ieri mattina, è stata sospesa durante la ripresa e il direttore di gara è stato soccorso subito da alcuni dirigenti e dal padre, che lo aveva accompagnato al campo e che stava assistendo alla gara dalla tribuna. Trasportato presso l’ospedale di Tricase per essere medicato, il 17enne fischietto è in prognosi per tre giorni.

Al campo di Montesano erano presenti circa una cinquantina di spettatori e la situazione è stata abbastanza tranquilla per tutto il primo tempo. Nella ripresa la situazione si è via via riscaldata per una serie di decisioni da parte del giovane arbitro che non sono piaciute ad una parte del pubblico. Dopo una decisione discutibile, il padre di uno dei calciatori ha scavalcato la recinzione del perimetro di gioco e dopo aver aggredito il fischietto verbalmente, lo ha poi preso a schiaffi. La partita è stata immediatamente sospesa, con i ragazzi in campo sgomenti per quanto accaduto: il più toccato è stato proprio il figlio del genitore aggressore, che in lacrime ha chiesto subito scusa all’arbitro, a compagni e avversari.

L’AIA di Casarano, guidata dal presidente Andrea Camilli, ha espresso tutto il proprio disappunto per l’episodio, condannato anche dal presidente dello Sportinsieme Sogliano, Angelo Tundo:

“Mi è stato riferito che, dopo aver chiuso il primo tempo in svantaggio di tre gol ed inferiorità numerica, i ragazzi stavano provando a risalire la china, visto che si erano portati sul 3-2. A quel punto, pare senza una particolare causa scatenante, il genitore del nostro giovane e moralmente bravissimo calciatore ha pensato bene di scavalcare la rete di recinzione, avvicinarsi all’arbitro e mollargli un paio di ceffoni. Siamo oltremodo dispiaciuti per l’episodio, anche se è corretto specificare che questo signore nulla ha a che vedere con la società che rappresento e che lo “Sportinsieme Sogliano” ha per due anni consecutivi conquistato la Coppa Disciplina. Adesso c’è solo voglia di superare questo triste episodio ed, al riguardo, la reazione del ragazzino è stata esemplare. Dopo il pianto spontaneo, sono subito arrivate le scuse, per un comportamento non suo, all’indirizzo dell’arbitro e di tutti i contendenti. Cosa che fa onore al nostro ragazzo”.

L’episodio è avvenuto a pochi giorni dalla partita di seconda categoria tra Cavallino e Trufiano: dopo aver concesso un secondo calcio di rigore agli ospiti, l’arbitro è stato aggredito da un giocatore e da un dirigente, mentre il presidente del Cavallino, a fine gara, rincarò la dose affermando che al direttore di gara “ne erano state date poche e che se fosse capitato tra le sue mani lo avrebbe ammazzato”.