Coppa d'Africa 2015: il Marocco rifiuta di ospitarla e viene squalificato, ora è ufficiale

La decisione era nell'aria da giorni, inutile la proposta marocchina di far slittare la competizione a giugno.

La decisione era nell'aria da giorni, oggi la CAF (la confederazione africana) l'ha resa ufficiale: la trentesima edizione della Coppa d'Africa si disputerà regolarmente ma non in Marocco, la federazione del paese magrebino non ha fatto marcia indietro ed è arrivata così anche l'esclusione della squadra che avrebbe dovuto scendere in campo da padrone di casa. Il motivo è molto semplice da spiegare, la preoccupazione per la recente e devastante epidemia di Ebola aveva spinto il Marocco a chiedere l'annullamento della competizione, troppa la paura che un tale flusso di persone avesse potuto far entrare il virus nel paese.

La CAF fin dall'inizio ha escluso categoricamente questa possibilità, solo allora i marocchini hanno avanzato una proposta alternativa e cioè quello di posticipare lo svolgimento del torneo a giugno, sperando che fino ad allora l'emergenza Ebola nei paesi occidentali del continente fosse rientrata. Nemmeno questa soluzione è piaciuta e così oggi si è arrivati alla decisione definitiva: la Coppa d'Africa 2015 si giocherà regolarmente il prossimo febbraio, resta da capire dove. Il tempo stringe e sulle scrivanie della CAF sono arrivate le proposte di alcuni paesi tra cui quelle di Algeria, Angola, Egitto e Nigera, lo ha rivelato il portavoce Junior Binyam. Una decisione sarà presa nei prossimi giorni.

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Intanto in questi giorni le squadre impegnate nelle qualificazioni giocheranno le ultime due partite della fase a gironi, dalla quale usciranno i nomi delle sedici squadre partecipanti. Sarebbero dovute essere una in meno ma l'esclusione del Marocco, ammesso di diritto, rimette in gioco anche la seconda tra le migliori terze. È molto difficile capire in questa storia da quale parte sia la ragione: con la CAF, da un lato, che è pressata da esigenze economiche e organizzative e con il paese nordafricano, dall'altro, che giustamente è preoccupato dalla crisi virale in corso nel continente, al punto tale da mettere in secondo piano gli interessi economici. È anche vero che, al momento, dei tre paesi dove l'ebola si è diffusa e cioè Guinea, Sierra Leone e Liberia, soltanto il primo ha ancora qualche possibilità di qualificazione. Evidentemente a Rabat hanno pensato che in situazioni del genere la prudenza non è mai troppa.

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