Mancini Inter: “Si può lavorare bene come 10 anni fa”

Roberto Mancini si ripresenta all’Inter con la maglia nerazzurra e dice: “Credo nel progetto. Spero si facciano le cose come 10 anni fa”.

Presentarsi con la maglia nerazzurra e il numero 226 sulla schiena è da Roberto Mancini. Che ri(comincia) così la sua avventura da allenatore dell’Inter: 226 sono le panchine dell’ex tecnico del City in nerazzurro, prima che arrivasse il ciclone Mourinho. Il Mancio sembra non aver mai smesso, in realtà, di stare su quella panchina.

“Non avrei mai pensato di tornare all’Inter. Se i tifosi mi hanno mostrato affetto, vuol dire che si è fatto qualcosa di buono. Non conosco benissimo i calciatori dell’Inter di oggi, è difficile fare paragoni con il passato. Ma tocca a noi riportare entusiasmo e tifosi allo stadio. Quando mi hanno chiamato, mi hanno spiegato il progetto e credo che possa essere un’altra bella storia. Chiaramente non ho la bacchetta magica, ma credo nel progetto di un grandissimo club. Sono felice di aver detto di sì”.

“Mazzarri allenatore bravo”

Mancini dà il saluto di cortesia a Walter Mazzarri:

“Ritengo sia un allenatore bravo. Non sempre è colpa dell’allenatore, dispiace quando accadono queste cose. Ma bisogna avere un po’ di fortuna, fare le cose per bene”.

Poco prima, introducendo la conferenza stampa, era stato l’amministratore delegato nerazzurro Michael Bolingbroke, a ringraziare e rendere onore a Mazzarri per il lavoro svolto in un anno e pochi mesi sulla panchina della Beneamata.

“L’Inter di Mancini”

Roberto Mancini, Allenatore dell’Inter


Roberto Mancini, Allenatore dell'Inter
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Si volta pagina, comunque. E Mancini è pronto:

“C’è da fare qualcosa e spero venga fatto lo stesso lavoro di dieci anni fa. Ci sono giocatori di qualità e anni fa era uguale. Si può lavorare bene su questa squadra. Dobbiamo tornare a vincere. Moduli? Non so, devo iniziare. Ma ho le mie idee e so giocare sia a tre sia a quattro. Cosa dirò ai giocatori? L’entusiasmo è alla base del lavoro. Questa è la cosa più importante. Kovacic è un ragazzo giovane con qualità. Non può giocare sempre bene, deve maturare. Può diventare un campione. Medel devo ancora conoscerlo, ma è un grande giocatore. Il calcio cileno è in crescita e mi sono sempre trovato bene con i cileni. Nagatomo è uno dei più forti e più esperti a livello internazionale. Per quanto riguarda Vidic, credo che non sia facile cambiare campionato e compagni. Non è facile integrarsi subito. Guarin è un grande giocatore, ha fatto benissimo al Porto diversi anni fa, voglio parlare anche con lui. Sarà un giocatore importante per noi”.

Manca circa un mese e mezzo al mercato di riparazione:

“Difficile rispondere ora. Meglio concentrarsi sui prossimi impegni. Dobbiamo migliorare e devo parlare con la squadra per capire dove si può. Non abbiamo molto tempo, ma dobbiamo svolgere il nostro lavoro al meglio”.

Mancini alla Ferguson? No, grazie

“Non credo di rimanere all’Inter lo stesso tempo di Alex Ferguson. Sono contento di essere tornato e spero vivamente di tornare con l’Inter alla vittoria”.

Mancini parla poi delle avversarie:

“Io ho sempre pensato che Inter, Milan e Juventus siano i tre club più importanti al mondo. Penso che ci sarà da combattere contro queste due. La Juve sta facendo benissimo, il Milan tornerà grande e noi dovremo lottare con loro. Oltre che con Roma e Napoli”.

Di Calciopoli:

“Sono sempre stato onesto, e penso che oggi dobbiamo solo pensare al campo. Credo che dovremo migliorare questo in Italia. Basta con le polemiche. Anche così il nostro movimento migliorerà. I personaggi più importanti sono i calciatori”.

Le ultime battute sono per Massimo Moratti, che ha lasciato dopo tanti anni come presidente e anima dei nerazzurri:

“Lo ringrazierò sempre per avermi portato qui. Se ha preso questa decisione, l’ha fatto sicuramente per il bene della Società. La famiglia Moratti ha fatto la storia dell’Inter”.

Roberto Mancini

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