Germania | Torna a giocare 16 mesi dopo un arresto cardiaco

Il miracolo di Daniel Engelbrecht

di antonio

Per Daniel Engelbrecht non c’è mai stata una sconfitta più dolce di quella vissuta contro il Ravensburg, sabato scorso. Il 24enne attaccante degli Stuttgart Kickers, club che milita nella terza divisione tedesca, è infatti rientrato in campo negli ultimi minuti della partita, dopo una lunga pausa forzata durata sedici mesi. Daniel, però, non ha subito un infortunio come tanti, non aveva gambe o braccia ingessate. E’ stato l’organo vitale più importante, il suo cuore, a tenerlo lontano dai campi di calcio. Il giovane era collassato in campo per un problema cardiaco rischiando la morte e ora potrà nuovamente giocare grazie ad un defibrillatore interno che controllerà l’attività cardiaca e, in caso di problemi, somministrerà una scarica elettrica per correggere eventuali anomalie.

Gli esami avevano evidenziato il muscolo cardiaco infiammato e un ritmo cardiaco anormale. Il ventiquattrenne è diventato il primo professionista tedesco a giocare una partita con un defibrillatore cardiaco. Il piccolo dispositivo è stato inserito sotto la pelle del torace. I dati raccolti dal defibrillatore saranno analizzati dai medici ogni giorno. La maggior parte degli specialisti avevano consigliato Engelbrecht di non tornare a praticare attività sportiva agonistica, ma al quotidiano tedesco al quotidiano Süddeutsche Zeitung il calciatore ha spiegato di aver vinto la sua battaglia: “Non avrei mai perdonato me stesso se non avessi provato a tornare su un campo di calcio. Mi sono prefissato questo questo obiettivo e ho dato tutto per arrivarci“.

Engelbrecht ha descritto anche com’è stata la sua vita dopo il terribile giorno che lo ha visto stramazzare al suolo:

“Prima della partita avevo paura, naturalmente. Non credo che sarò mai in grado di sbarazzarmi di essa. Ma essere in grado di giocare in un altro match di calcio professionistico è una sensazione indescrivibile. E ‘stato davvero un grande passo per me. Sono fortunato ad essere ancora vivo. Altri in una situazione simile sono morti. E dopo la diagnosi nessuno credeva veramente che sarei mai stato in grado di tornare. L’ultimo anno è stato il peggiore della mia vita. Non mi era permesso di fare nulla: nessuno sport, nessuna tensione, nessuno stress. Ho dovuto vivere la vita di un ottantenne. A causa dei farmaci ero sempre stanco, ma non riuscivo a dormire bene la notte. Ci sono state fasi in cui ho dovuto prendere tante compresse che ho sofferto di allucinazioni. Quando mi sono svegliato durante la notte, ho visto gente che camminava attraversando la mia camera o seduti accanto al mio letto”.

La decisione di Daniel Engelbrecht è da rispettare perché lui sembra consapevole degli eventuali rischi a cui potrebbe andare incontro. L’ex difensore belga Anthony Van Loo ha continuato la sua carriera di club dopo l’impianto di un defibrillatore nel 2008. Nel 2009, durante un match di prima divisione con il KSV Roeselare, Van Loo è crollato a terra a causa di una aritmia cardiaca, ma il suo defibrillatore è stato in grado di scuotere il suo cuore e farlo rientrare al ritmo normale.

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