Serie A, è rivoluzione: 25 giocatori a squadra, 4 del vivaio

La Serie A cambia: approvata la riforma Tavecchio, dall’anno prossimo rose da 25 giocatori con 4 giovani del vivaio e 4 cresciuti nei campionati italiani

Serie A, dall’anno prossimo si cambia: oggi il Consiglio Federale ha approvato le nuove norme volute fortemente dal presidente Carlo Tavecchio e che andranno ad incidere in maniera sostanziale nella composizione delle rose dei club. Le nuove disposizioni hanno lo scopo chiaramente di favorire la promozione dei giovani calciatori italiani, andando a tarpare le ali a tutti quegli escamotage fin qui utilizzati per portare in Italia stranieri a bosso costo e spesso di dubbie qualità. Il consiglio della Figc ha approvato a maggioranza, ma ha avuto i voti contrari di associazione calciatori e allenatori. Sì anche alle nuove norme sul fair play finanziario “interno” che entro una data ancora da stabilire, dovrebbe costringere i club a raggiungere il pareggio di bilancio.

La rosa di ciascun club di Serie A sarà composta dall’anno prossimo da 25 calciatori, di cui 4 dovranno essere cresciuti nel vivaio della stessa squadra e 4 provenire da qualsiasi altro club italiano. Come da tetto imposto dal Coni, possono essere tesserati in tutto 40 nuovi extracomunitari, mentre non sarà più possibile tesserare un giovane non comunitario e girarlo ad una squadra straniera per liberare una casella. Una pratica fin qui abusata e alla quale Tavecchio e il fido Lotito avrebbero trovato le contromosse.

Nota dolente, il buco del bilancio della Figc: nella giornata in cui viene approvata la riforma del campionato, Tavecchio annuncia che a causa dei tagli imposti dal Coni, la federcalcio deve fare i conti con un rosso da 20 milioni di euro (anche se presto la cifra potrebbe essere dimezzata). Il presidente federale, su questo aspetto, non le manda a dire:

“Quando mai ad un’azienda al mondo gli togli a ottobre 25 milioni di ricavi? E cosa deve fare l’amministratore in quel caso? Questo è il tema dominante, il resto sono panzane. Il calcio non può essere soggetto vilipeso ogni volta, noi fatturiamo 6 miliardi all’anno per il Paese ma non possiamo essere il pozzo di San Patrizio, dove si mettono dentro le mani e si tirano fuori i soldi. Alla fine ci attesteremo su una perdita di 10 milioni. Il buco è di 20 milioni ma abbiamo da recuperare attraverso le cessioni che il Coni farà, alla fine recupereremo 10 milioni. Con sacrifici immani riusciremo ad anticipare fondi che scadranno nel 2015-16 poi faremo un discorso molto semplice con la pregiudiziale che nel 2016 non potrà più essere così. Non possiamo più permetterci – conclude – di stare nei riparti del Coni con queste percentuali”.

Serie A: cosa cambia con la riforma

1) Rose squadre di Serie A da 25 calciatori, 4 cresciuti in Italia e 4 nel vivaio del club per cui sono tesserati, libero tesseramento Under 21;

2) Riforma giovani di serie: il giovane extracomunitario al primo tesseramento deve essere residente in Italia ed entrato nel nostro Paese con i genitori non per ragioni sportive e comunque aver frequentato la scuola per almeno 4 anni (non possono essere utilizzati per la sostituzione di un nuovo extracomunitario);

3) La sostituzione del calciatore extracomunitario sarà possibile solo nel caso di esistenza del contratto da professionista da almeno 3 anni (dal 2012).