La Juve di Roma? Un sacrilegio dimenticare Chiellini

Giorgio Chiellini grande protagonista nella partita contro la Lazio. Il cambio di modulo ha fatto bene anche al vice-capitano della Juve

In un’intervista di calibro internazionale rilasciata in settimana dal presidente della Juventus Andrea Agnelli, il diretto protagonista ha anche ammesso che gli si scalda il cuore guardando Giorgio Chiellini. Dietro ci sarebbe un’affinità di ruolo sul campo, insomma il vicecapitano bianconero farebbe da modello. Sorprendente, no? Se non fosse che il difensore s’era appena aggiudicato il rinnovo del contratto fino al 2018 e che poi nella partita vinta dalla capolista per 3-0 all’Olimpico di Roma è tornato a fare il Chiellini (nella partita in cui i titoli se li sono andati a conquistare Pogba, Tevez e il Pereyra di turno).

Una partita come non se ne vedeva da tempo da parte di Chiellini. La buona notizia è per Allegri e anche per Conte, i quali gradualmente avvicineranno i loro destini tradizionalmente in antitesi per necessità comuni. E io dico: non soltanto a Coverciano. I tempi sono per esempio maturi perché il nuovo commissario tecnico torni a metter piede a Vinovo. Chiellini non soltanto ha giocato a 4, non soltanto ha affiancato Bonucci come nei tempi bui di Gigi Del Neri, ma non ha praticamente mai impostato. Vuol dire che prima gli era espressamente richiesto.

Poi non ha banalizzato la partita cercando lo scontro fisico con Klose (mossa che poteva essere attesa, anche perché Chiellini soprattutto nei momenti meno brillanti cerca di far valere questa sua attitudine), non ha azzardato lanci e appoggi, non ha cercato nei frangenti più convulsi di appoggiarsi solo e soltanto sulla sinistra (e non perché in campo c’era Padoin e non uno tra Asamoah e Evra).

Insomma, tutto davvero bene. Un Chiellini pulito, puntuale, preciso. Fondamentale nell’economia di questa Juventus. Più di altri, più dei centrocampisti che a turno possono anche tirare il fiato presi singolarmente, più di uno a caso tra Llorente e Morata. E’ forse solo una ripartenza, ma a lui stesso immaginandosi fuori dal 3-5-2 venivano i brividi. Il lutto, anche quello dei giocatori, è stato elaborato: è questo oggi il punto di forza della Juve. Quello che la rende ancora sulla carta superiore alla Roma.