Succede in Francia: squadra perde 20-0, colpa anche di una vacca

Il calcio è anche questo: stare insieme alla domenica, mollare la porta per assistere una vacca partoriente, buscarne venti ed essere felici.

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Succede anche nei campi più infimi della nostra penisola, non sorprende dunque che in un paesino di poco più di 400 anime al nord della Francia, il suo nome è Marly-Gomont e si trova in Piccardia, a due passi dal Belgio, la squadra locale di calcio si ritrovi alla domenica con più di una defezione. Non per questo però bisogna abbattersi, anche se a volte le sonore sconfitte ledono il morale dei più giovani delle truppa; sconfitte a raffica e gol subiti da contare col pallottoliere non scalfiscono l’animo dei giocatori che due domeniche fa hanno però toccato così il fondo, ma in senso buono, che la loro storia è finita sui giornali transalpini.

Per la trasferta a Tapigny il presidente della squadra Alain Braghèri aveva fatto la conta al sabato sera, dovendo registrare troppe defezioni: tra infortuni e impegni extra-calcistici non si arrivava a undici, piuttosto di non presentarsi però in casa degli avversari e perdere la partita a tavolino, gli intrepidi paesani di Marly-Gomont hanno assoldato giovanotti ancora minorenni riuscendo a mettere in piede un undici, con in porta l’allenatore nonostante questo aveva già dato la propria indisponibilità alla trasferta: allevatore come molte persone da quelle parti, era in pensiero perché la sua vacca gravida poteva partorire da un momento all’altro.

Dopo 25 minuti gli ospiti perdevano già 5-0, poi è arrivata la telefonata: la vacca aveva le doglie, bisognava sostituire l’estremo difensore. Così a difendere l’onore e la porta dei biancoblu vestiti ci ha pensato Braghèri in persona, 61 anni, che entro il 45esimo ne ha buscati altri 5, mentre nella ripresa ha raccolto la sfera dal sacco per ulteriori 10 volte. Con orgoglio e senza vergogna, a fine gara ha spiegato:

“Avevamo 14 dei nostri giocatori fuori causa per vari motivi, così abbiamo chiamato quattro ragazzi di 17 anni che non avevano mai giocato coi “grandi”. Dopo neanche mezz’ora di sofferenza, perdevamo di cinque gol, ho dovuto poi sostituire in porta il nostro allenatore scappato al capezzale del suo animale: a fine primo tempo, negli spogliatoi, alcuni ragazzi erano demoralizzati, ma io li ho incitati a non mollare. Durante la ripresa il Tupigny non ha accennato a fermarsi, giocando davvero bene, vedevo ondate rosse venire contro di me, ma ho fatto di tutto per limitare i danni”.

Poco male, che si perda o si vinca l’obiettivo è stare insieme alla domenica e dimenticare per qualche ora i problemi della campagna. D’altra parte Marly-Gomont pur essendo un paesino minuscolo è abbastanza noto in Francia e in Belgio perché è lì che è cresciuto il rapper Kamini e una canzone l’ha intitolata proprio col nome del suo villaggio d’infanzia; in un verso dice: “Laggiù non c’è niente se non pascoli / a volte c’è una partita di calcio la domenica“.

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