Roma – Manchester City, Delio Rossi profetizza: “Uno a zero con un gol di Ljajic”

Delio Rossi, ex tecnico della Lazio, spera che domani la Roma batte il Manchester City: non solo, farà il tifo per Ljajic con cui litigò quando allenava la Fiorentina.

Domani sera la partita tra Roma e Manchester City avrà in qualche modo un sapore particolare per Delio Rossi, allenatore attualmente ai box (ma ancora a libro paga della Sampdoria) che nel recente passato ha guidato Lazio e Fiorentina; coi capitolini si ricordano accesi derby contro i giallorossi, in viola poi ebbe ad allenare due dei possibili protagonisti della sfida dell’Olimpico, da una parte Adem Ljajic (famoso l’alterco, per usare un eufemismo, durante una partita contro il Novara al Franchi), dall’altra Stevan Jovetic, che dopo un anno difficile sta riabilitandosi agli occhi dei tifosi dei Citizens. Sentito dal Corriere dello Sport, il tecnico romagnolo ritorna sull’episodio con l’attuale attaccante romanista:

“Se un allenatore sostituisce un giocatore, talvolta, si sente responsabile di un errore, perché magari non è stata premiata la sua scelta dei titolari mandati in campo. Così, un applauso ironico del calciatore diventa un’ulteriore mortificazione per il tecnico. Ma chiudiamola qui, pensiamo alla gara dell’Olimpico”.

Anche perché Delio Rossi ha le idee ben chiare su chi farà il tifo domani, nonostante i trascorsi laziali sarà di fronte la tv a fare il tifo per l’undici di Rudi Garcia; addirittura spera in un successo dei padroni di casa grazie proprio all’uomo più in forma del momento, cioè Adem Ljajic:

“Garcia dispone di una squadra fantastica, che può giocare alla pari contro qualsiasi avversario. In più, la carica dell’Olimpico avrà un peso fondamentale. E io vorrei essere un tifoso italiano felice… Uno a zero per la Roma con un suo goal, ci metto la firma”.

Ma da navigato allenatore con una lunga e decorosa carriera alle spalle, Delio Rossi non può esimersi dall’esprimere la sua opinione sui due giocatori sopracitati, un confronto tra loro, lui che come detto li ha anche allenati in viola:

“Ljajic mi ricorda un po’ Menez, anche se ancora non ha la forza del francese: è destinato, comunque, a imporre qualità e numeri da potenziale fuoriclasse. Quando vedo giocare Jovetic, mi ritorna in mente Del Piero, ovviamente con le dovute proporzioni. E poi Stevan sembra, per movenze, guizzi e genialità, il Totti giovane, anche perché, come il capitano giallorosso, è un tipo tosto, sa farsi valere sul piano fisico e resiste ai trattamenti dei marcatori avversari. Hanno giocate straordinarie, in qualsiasi momento possono risolvere l’incontro con un colpo di genio”.

Non finisce qua:

“Stevan è stato condizionato da infortuni gravi, eppure resta un protagonista di assoluto livello, in un club tra i più quotati nel panorama mondiale. Arrivando in una società come il Manchester City, rischiava di essere schiacciato dalla concorrenza di campioni come Aguero, David Silva e Dzeko. Invece Jo-Jo ha spalle larghe, cresce ancora. È più maturo, anche per via dell’età, rispetto a Ljajic, che intanto sta compiendo un altro passo fondamentale per la sua carriera. Ljajic rispetto a Stevan è più ragazzino ma, trovando continuità di rendimento, può sprigionare quel talento straordinario che gli consente ormai di essere un trascinatore nella Roma. Lo vedo più fiducioso, è consapevole delle sue doti e con Garcia ha trovato più sicurezza e coraggio. Neppure lui sa quanto può diventare forte e devastante”.

E secondo Delio Rossi nonostante le caratteristiche tecniche comuni potrebbero anche coesistere in campo:

“Anche se sono più seconde punte, riescono a integrarsi e completarsi in modo eccezionale: sono rapidi, hanno fantasia e soprattutto il fiuto del gol, anche lontano dall’area di rigore. Con le qualità che si ritrovano, inventano pure assist perfetti per i compagni. In un particolare progetto tattico, entrambi possono esaltarsi partendo da esterni, per accentrarsi poi e tentare il tiro”.

Roma – Manchester City è già cominciata, saranno ore febbrili per il popolo giallorosso. E intanto un ex “nemico” ha dato la sua benedizione: sarà stata gradita o sono cominciati gli scongiuri?

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