Thierry Henry lascia il calcio: 20 anni di straordinari successi

Il francese ha deciso di appendere gli scarpini al chiodo dopo vent’anni di onorata carriera, il suo futuro è in tv.

Thierry Henry alla fine ha deciso, all’età di 37 anni lascia il calcio, la sua ultima partita con la maglia dei New York Red Bulls disputata lo scorso 29 novembre è l’atto conclusivo di una carriera strepitosa. Il francese nei suoi 20 anni di attività ha vinto praticamente tutto, con la maglia dell’Arsenal si è consacrato come uno dei migliori interpreti del suo ruolo, con quella del Barcellona ha completato una bacheca già ricchissima, con il blu della Francia ha vinto e fatto vincere tutto quello che un paese e i suoi tifosi possono sognare: un Mondiale nel 1998, un Europeo nel 2000 e la Confederations Cup nel 2003, nel 2006 in Germania dovette accontentarsi della medaglia d’argento.

Thierry Henry | La gallery della sua carriera


Lascia dopo oltre 800 partite giocate tra i professionisti, a cui vanno aggiunti i 123 gettoni di presenza con la nazionale conditi da 51 gol, nessuno ha fatto meglio di lui nella storia dei galletti.

Gli esordi al Monaco e il flop bianconero

Il giovane Henry viene scoperto da un osservatore del Monaco, Arnold Catalano, siamo nel 1990 e lui ha appena 13 anni. Nel 1994 Arsène Wenger, proprio lui, lo fa esordire in prima squadra. Nel principato continua il suo processo di crescita, ci resterà cinque stagioni durante le quali vince un titolo francese e conduce la squadra fino in semifinale di Champions League con i suoi 7 gol, record francese nella competizione. A gennaio del 1999 arriva la chiamata della Juventus, a Torino deve sostituire un certo Del Piero infortunatosi gravemente al ginocchio. Viene pagato oltre 11 milioni di euro, cifra record per un calciatore transalpino, ma le cose non vanno bene. La stagione bianconera, con Ancelotti che sostituisce il dimissionario Lippi, è disastrosa e non bastano i 3 gol in 16 partite per evitare di naufragare con tutta la barca. Henry non ha convinto e forse questo sarà l’episodio più fortunato della sua carriera.

Gli anni d’oro dell’Arsenal

Arsenal v Celta Vigo

Nell’estate del 1999 sbarca a Highbury, lo ha voluto Wenger, che lo ha conosciuto nei suoi primissimi anni di carriera, per il suo Arsenal. L’allenatore francese è ancora alla ricerca del ruolo migliore per Henry, non è convinto della sua posizione da ala e decide di provarlo da attaccante centrale. All’inizio fa fatica ad ambientarsi nella nuova città e nella nuova posizione, ma è questione di tempo. Henry esploderà e nei suoi otto anni londinesi diventerà il giocatore più rappresentativo della storia dei Gunners. Colleziona 377 presenze e realizza complessivamente 228 gol, cifra che lo rende il miglior marcatore di tutti i tempi del club e che gli fa guadagnare una statua all’ingresso dell’Emirates Stadium, un privilegio concesso a pochissimi. La notizia della conferma di Wenger sulla panchina tarda ad arrivare, Henry decide di cambiare aria e sceglie Barcellona.

La Champions con il Barça e il tramonto a New York

Barcelona's Thierry Henry celebrates wit

Wenger resterà poi all’Arsenal, ma per il francese ormai fatta, i catalani lo hanno pagato 24 milioni per completare il tridente dei sogni con Messi e Eto’o. La prima stagione, come ormai siamo abituati, è di adattamento e si conclude con un bottino di 15 reti e un deludente terzo posto in campionato. La successiva però è da incorniciare, il Barcellona si laurea campione di Spagna e d’Europa. Henry conquista l’unico grande trofeo per club che ancora gli mancava e con i suoi due compagni di reparto stabilisce il nuovo record di marcature stagionali per un tridente “spagnolo”, 72 gol, meglio di Puskas, Di Stefano e Del Sol. Nella terza stagione gioca meno, spesso gli viene preferito Pedro, così decide di provare l’esperienza oltre oceano. A New York, con la maglia dei Red Bulls, resterà quattro anni. Nel mezzo una parentesi romantica di pochi mesi all’Arsenal, nell’inverno del 2012, gioca 7 partite e realizza 2 gol, tanto per arrotondare i record. Torna in America dove lo scorso novembre ha disputato l’ultima partita di una carriera irripetibile.

Palmarès

Vittorie di club

1 Campionato francese (Monaco)
1 Supercoppa di Francia (Monaco)
2 Campionati inglesi (Arsenal)
3 FA Cup (Arsenal)
2 Community Shield (Arsenal)
2 Campionati spagnoli (Barcellona)
1 Coppa del Re (Barcellona)
1 Supercoppa di Spagna (Barcellona)
1 Champions League (Barcellona)
1 Supercoppa Europea (Barcellona)
1 Mondiale per Club (Barcellona)
1 MLS Supporters’ Shield (New York Red Bulls)

Vittorie con la nazionale

1 Mondiale (Francia 1998)
1 Europeo (Belgio e Olanda 2000)
1 Confederations Cup (Francia 2003)

Riconoscimenti individuali

2 Scarpe d’Oro (2004, 2005)
4 Capocannoniere della Premier League (2001/2002, 2003/2004, 2004/2005, 2005/2006)
1 Pallone d’Oro Confederations Cup (2003)
1 Scarpa d’Oro Confederations Cup (2003)
5 Giocatore francese dell’anno (2000, 2003, 2004, 2005, 2006)
Hall of Fame del calcio inglese (2008)
1 Miglior giocatore della MLS (2013)