Parma-Juventus Coppa Italia: Allegri rispolvera il 4-3-3

Testacoda al Tardini per i quarti di finale di Coppa Italia. La Juventus di nuovo in campo con il tridente, il Parma a caccia di un’impresa per il morale.

Il 4-3-3 formula Coppa Italia torna stasera al Tardini di Parma. Massimiliano Allegri è deciso a schierare così la Juventus in quella che, sulla carta, non dovrebbe essere una partita complicata. Ma che nasconde le insidie della partita secca contro chi vuole tentare l’impresa. In un anno e in una situazione molto difficili.

Siamo ai quarti di finale. Chi vince stasera, affronterà in doppia partita la vincente di Roma-Fiorentina. Insomma, Madama si può regalare un altro appuntamento di lusso per poi puntare alla finale. Il tecnico bianconero ieri in conferenza stampa ha parlato della Coppa come di un obiettivo importante, visto che sono 20 anni che a Torino non si festeggia. Ciò non toglie che questa sera alle 20.45 scenderanno in campo quelli che finora hanno giocato meno.

E allora: riecco Pepe e Coman ai lati di Llorente, improvvisamente sorpassato da Morata nelle gerarchie dell’attacco. E poi: Padoin, Marchisio (che domenica sarà squalificato) e Storari. Turno di riposo per Pogba, l’uomo della fuga juventina in campionato. Che sarà anche giovane e si stancherà poco, ma ha comunque bisogno di rifiatare in vista dei prossimi impegni di campionato e Champions.

Il Parma sarà senza Cassano, che ha rescisso e che radio mercato dà come possibile obiettivo last minute della Juve. Ma Donadoni ha promesso una squadra motivata. Lo stadio sarà presumibilmente pieno e questo dovrebbe garantire sulla voglia dei ducali di arrivare in semifinale. Chiaramente, pure in questo caso è il campionato quello che conta maggiormente, ma l’impresa dietro l’angolo stuzzica eccome.

A dare ulteriore pepe alla sfida c’è il ricordo dello 0-7 di Torino. I biancoscudati hanno voglia di riscattare quel pomeriggio da incubo. In cui ogni azione veniva trasformata in gol da Morata e compagni. Non sarà facile: il Parma è al quartultimo posto nella classifica della pericolosità. Addirittura penultimo nei tiri totali verso la porta avversaria. In una gara secca, però, può capitare di tutto. Specialmente quando l’ultima affronta la prima. Davide se la vede con Golia.