Luis Figo sfida Blatter: “Sono stufo, cambiero il volto della Fifa”

Il portoghese in corsa per la presidenza Fifa, lanciata la sfida a Blatter.

Il prossimo 29 maggio a Zurigo, in occasione del 65° congresso, la Fifa eleggerà il nuovo presidente che resterà in corsa per il prossimi quattro anni. Joseph Blatter aveva subito fatto sapere che avrebbe corso per quello che sarebbe il suo quinto mandato. Ma mai come quest’anno la concorrenza c’è ed è agguerrita. Da oggi lo svizzero avrà un avversario in più, si tratta di Luis Figo, che ha annunciato la sua candidatura con un’intervista alla CNN. Il portoghese dice di avere le cinque nomination, di altrettanti membri Fifa, per poter far parte della partita. Gli altri, il termine ultimo per candidarsi scade giovedì 29 gennaio, sono David Ginola, Jérôme Champagne, il principe Ali di Giordania, vicepresidente della confederazione asiatica, e Michael Van Praag, presidente della federazione olandese.

Figo è disgustato da quello che è diventata la fifa dopo sedici anni di regno ininterrotto di Blatter, per questo ha deciso di schierarsi in prima persona. Il suo obbiettivo principale, come ha dichiarato, è quello di cambiare il volto di un’istituzione che ormai da molti viene associata alla corruzione (basti vedere il recente scandalo sull’assegnazione dei mondiali 2022 al Qatar). Per l’ex giocatore di Inter e Real Madrid è arrivato il momento per un cambiamento radicale:

Amo il calcio e quello che vedo riguardo alla Fifa, non solo ora ma anche in passato, non mi piace. Se cerchi Fifa su internet le parole suggerite sono negative, ad esempio scandalo, non certo positive. Da qui dobbiamo partire per migliorare l’immagine della Fifa. Il calcio merita molto di più. Ho parlato con molte personalità di questo mondo, giocatori, allenatori, presidenti di federazione, e tutti sono convinti che questa sia una cosa da fare. Lo scorso anno c’è stato il mondiale, ero in Brasile e ho visto la reazione dei tifosi riguardo all’immagine della Fifa, credo che questo vada cambiato. Serve un cambio al vertice, serve trasparenza e solidarietà e questo è il momento giusto.

La scintilla che ha fatto scattare nel portoghese la voglia di scendere in campo è stata la mancata pubblicazione del report sulle indagini a proposito dell’assegnazione dei mondiali del 2022 al Qatar:

Quando il report non è stato pubblicato ho capito che era arrivato il momento di cambiare, di fare qualcosa. Se sei trasparente e chiedi che venga fatta un’indagine che dimostra che non hai niente da nascondere, perché non rendi pubblico il risultato di quell’indagine? Se non hai niente da nascondere dovresti farlo. Pubblicarlo sarebbe stata la cosa più semplice da fare dal momento che tutti avevano dubbi sull’operato della Fifa, se chiedi che venga svolta un’indagine e poi non la rendi pubblica, non stai facendo una cosa saggia.

Insomma Figo è più che determinato a combattere questa battaglia, ma non sarà semplice arrivare all’elezione. Sono tante le persone che ambiscono a questa poltrona, il favorito è ancora il grande vecchio Blatter e non sarà semplice scalzarlo. In sedici anni di governo ha stretto amicizie, alleanza, come ad esempio quella con le federazioni africane che lo voteranno in blocco. Questo il portoghese lo sa:

Io credo che nessuno sia intoccabile in questo mondo, se uno pensa una cosa del genere sbaglia. Ovviamente Blatter sta governando da tanto tempo, dal 1998, e altre persone possono essere altrettanto favorite. Quello che posso dire è che per me sarà una sfida fantastica e cercherò di convincere la gente a seguirmi e a supportarmi. Nel calcio ci sono molti esempi di questo tipo: puoi giocare contro la squadra più forte o contro quella più debole, ma non saprai mai chi vincerà. A volte pernsi che perderai e invece vinci, a volte è il contrario. È la bellezza di questo sport ed è la bellezza di queste elezioni. Non sarà semplice ma bisogna crederci.

Quando parla di sé Figo dice di avere il calcio che gli scorre nel sangue, proverà a trasmettere questa sua passione in campagna elettorale. La sua forza risiede nell’essere un volto nuovo, ma soprattutto un campione riconosciuto a livello internazionale, dovrà solo imparare un po’ i meccanismi della politica del pallone, ma questa sfida potrebbe vincerla. Di sicuro mai era successo che in tanti provassero a ribellarsi a quella che spesso è definita la “tirannia” di Blatter.