Moscardelli: “Pentito di essere sceso in Lega Pro per il Lecce? No, è stata scelta ponderata”

“Voglio vincere la classifica cannonieri”, annuncia il bomber del Lecce che in Lega Pro finora ha segnato 10 gol

Nelle ultime 4 gare ha segnato 5 gol. Davide Moscardelli è tornato a giocare con continuità e a metterla dentro. L’attaccante da questa stagione si è accasato al Lecce, che milita in Lega Pro e tenta per il terzo anno consecutivo di raggiungere la promozione in Serie B:

Conta conquistare la B e tanto meglio se contribuirò con reti pesanti. Voglio vincere la classifica cannonieri.

A La Gazzetta dello Sport il calciatore 35enne (li compirà il prossimo 3 febbraio) ha assicurato di non essersi pentito per aver lasciato il Bologna (che oggi milita in Serie B) perché “è stata una scelta ponderata”:

Dopo Bologna, mi sto trovando bene a Lecce. Da 3 anni non giocavo tanto, 21 partite su 22, e da 5 stagioni non segnavo tanti gol. Magari migliorerò il record di 16 reti, in B nella Triestina 2004.

Nei giorni in cui fanno notizia i baffi di Balotelli, è impossibile non parlare della ormai mitica e sempre più folta barba esibita da Moscardelli, diventato anche per questo particolare fisico molto popolare in Rete:

Ho cominciato a farla crescere nel dicembre 2012. Poi a Bologna, tra una foto e l’altra concessa ai tifosi, mia moglie ha scoperto in giro magliette con la mia faccia. È scattata l’idea di produrle noi, col brand Flybeard, mosca e barba.

Moscardelli ha ribadito di essere pronto a tagliarsi la barba “solo per un evento eccezionale”, come per esempio la promozione del club giallorosso (“Possiamo parlarne”). Quindi ha raccontato:

Mi sono attrezzato con prodotti speciali: sapone e olio, per renderla morbida. Mi sono affidato a Hiro, un barbiere a Milano, esattamente a Buccinasco: e mi ha creato i binari per indirizzare la crescita, per modellare la barba, in modo che vada lunga, verso il basso.

Infine, tornando su temi più calcistici, ha fatto il bilancio della carriera, dopo le esperienze anche con le maglie di Chievo, Piacenza e Cesena:

Ho avuto quanto meritavo, tenuto conto che a 20 anni ero ancora in Promozione. Giocavo nella Maccarese di domenica mattina e al pomeriggio potevo andare a godermi la Roma, in curva Sud all’Olimpico. Certo, mi sono passati davanti alcuni tram e non sono salito. Quand’ero alla Triestina, capocannoniere in B dopo il girone d’andata, sarei potuto andare al Palermo per fare la riserva a Toni. Dopo la stagione al Rimini mi arrivò l’offerta del Rubin Kazan: non me la sentii di trasferirmi. Speravo di meritarmi una chiamata dalla Serie A.

Chiamata, che poi è arrivata, ma che il buon Moscardelli non ha saputo sfruttare al meglio. Almeno in campo.