Calcioscommesse: chieste nuove informazioni su Bonucci

La Procura di Cremona ha depositato un paio di giorni fa la chiusura delle indagini in merito al calcioscommesse. Dei 250 indagati iniziali, solo 130 dovrebbero essere rinviati a giudizio (tra cui anche il ct della nazionale Antonio Conte, il capitano della Lazio Stefano Mauri e l’ex campione Beppe Signori), mentre ci saranno 120 archiviazioni. Il pm Roberto Di Martino, secondo quanto riferiscono oggi ‘La Gazzetta dello Sport’ e ‘Repubblica’, non avrebbe ancora concluso il suo lavoro e anzi avrebbe chiesto ulteriori informazioni ai colleghi di Bari in merito alla posizione di qualche giocatore rimasto “in sospeso”. Il nome più caldo è quello di Leonardo Bonucci, difensore della Juventus, che sarebbe stato tirato in ballo per la presunta combine di Udinese-Bari del 2010 (3-3).

Stiamo parlando, ovviamente, di accuse tutte da dimostrare e che nella maggior parte dei casi cadranno in prescrizione. Basti pensare che le indagini sono durate ben quattro anni e sono stati necessari due “prolungamenti”, cosa che avviene di solito per i processi più gravi. Sta di fatto che nonostante lo spettro della prescrizione, Di Martino vuole andare fino in fondo e in questo momento è concentrato sulle dichiarazioni del pentito Andrea Masiello. Il pm di Cremona, vuole sapere dai colleghi di Bari se la deposizione del difensore ha portato ad atti formali, altrimenti potrebbe valutare egli stesso la presunta combine di Udinese-Bari e decidere cosa farne.

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In merito a quella gara, oltre all’eventuale coinvolgimento di Leonardo Bonucci, il pubblico ministero vuole valutare anche le posizioni di Simone Pepe, allora all’Udinese, e Salvatore Masiello, oggi tesserato con il Torino. Difficile pensare che possa uscire in merito qualcosa di nuovo, visto che la Procura di Bari noon ha contestato alcunché ai tesserati, limitandosi a passare le carte alla procura federale che ha assolto con formula piena Bonucci e Pepe. Sarebbe davvero singolare se da Cremona arrivasse un rinvio a giudizio per fatti sui quali né la Procura di Bari, né quella sportiva (nella quale vige l’inversione dell’onere della prova) hanno ritenuto opportuno prendere dei provvedimenti.

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