La Juve che non ti aspetti: guardi a sinistra e i problemi sono a destra

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Non è il brutto pareggio di Cesena a suscitare critiche illegittime, è l'atteggiamento. Quando Allegri e Buffon parlano di presunzione stanno parlando di una cosa seria, che non è "genetica" e quindi si può modificare (cosa sempre accaduta piuttosto in fretta nel mondo Juve), parlano di compiti, di doveri, di standard minimi perché in fondo la giornataccia può capitare un po' a chiunque.

In tanti al Manuzzi hanno giocato al di sotto del loro potenziale, ma è proprio quando per due mesi si resta concentrati sui problemi in fascia sinistra (il criticatissimo Evra e la preoccupazione di avere il jolly Padoin e lo strano caso De Ceglie alle sue spalle) che ne sorge uno esattamente uguale dall'altra parte. Proprio mentre invece Evra cresce sensibilmente, a dimostrazione che era una questione di lavoro più che di calcio diverso da quello inglese o ancora peggio da quello francese.

In pratica, facendo nomi e cognomi, il problema adesso si chiama Lichtsteiner, manuale di cosa non deve mai fare un terzino nella difesa a 4: non garantire i rientri, non assicurarsi di avere le giuste coperture, non eseguire le diagonali in modo puntuale e corretto. Ecco, quando Lichtsteiner non è in serata diventa l'anello debole, anche perché non è un genere di calciatore che gioca d'esperienza, piuttosto di gamba, generosità e intesa con i compagni.

Pescato poco, e mai sulla corsa, anche in avanti non incide, ma questo ormai avviene stabilmente da quando ha siglato il rinnovo triennale con la Juventus. Insomma, lo svizzero pare mentalmente scarico, non è il problema, ma è un problema. Perché se della sinistra abbiamo detto, della destra vanno ricordate le medio/lungodegenze di Caceres, il fantasma Romulo e l'inaffidabilità di Pereyra nel ruolo. E allora, adesso che le partite si fanno fitte, non resta che il solito jolly Padoin.

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