Parma-Torino a rischio: Manenti chiede tempo

Ieri Giampietro Manenti ha rifiutato l’ultima proposta di Alessandro Proto per l’acquisto del Parma: dopo aver pagato il club solo un euro, l’imprenditore ha chiesto al gruppo immobiliare Proto 5 milioni di euro. Trattativa saltata e nuove nubi all’orizzonte per la società gialloblu, che ora attende con trepidazione la scadenza del 19 marzo. Allora, infatti, il Tribunale di Parma dovrebbe pronunciarsi sul fallimento, anche se la sentenza potrebbe slittare, così come la gara in programma domenica 22 contro il Torino allo Stadio Tardini.

La settimana ritenuta decisiva da più parti, dunque, potrebbe essere semplicemente l’ennesima interlocutoria in una vicenda che è ormai divenuta surreale. Secondo quanto riferisce l’edizione odierna della ‘Gazzetta dello Sport’, infatti, la sentenza prevista inizialmente per il 19 marzo, potrebbe slittare di alcuni giorni o anche settimane, mettendo a rischio la disputa di Parma-Torino, visto che lo stesso tecnico Roberto Donadoni e i suoi calciatori avevano indicato la data come quella dell’ultimatum a Manenti. Sul tavolo, al momento, ci sono tre possibilità: il fallimento (la più probabile); concordato preventivo, o concordato preventivo in bianco.

US Sassuolo Calcio v Parma FC - Serie A

L’ultima ipotesi è quella che chiede Maneti, poiché gli darebbe ulteriori 60 giorni per preparare un piano di risanamento. Ma è anche l’ipotesi meno gradita alla Lega Calcio, che così non potrebbe elargire i 5 milioni promessi, mettendo a rischio la regolarità del campionato visto che le casse del Parma sono vuote e non sarebbe possibile far fronte alle imminenti scadenze. L’amministrazione comunale di Federico Pizzarotti ha già fatto sapere di non voler concedere il Tardini se la società non pagherà tutte le pendenze, per cui Manenti dovrebbe chiedere al Sassuolo l’affitto del Mapei Stadium di Reggio Emilia, anche se è da capire da dove arriverebbero i soldi necessari per coprire le spese della gara.

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