Juventus-Genoa, Allegri: "Non siamo ancora ubriachi"

Domani Juventus-Genoa, le parole di Massimiliano Allegri alla vigilia.

La Juve non è stanca, né si sente ubriaca dopo il 3-0 rifilato al Borussia Dortmund in Champions League. Lo assicura Massimiliano Allegri, alla vigilia della sfida di campionato contro il Genoa: "Una squadra che in trasferta ha fatto 20 punti e che sette volte ha rimontato uno svantaggio. Sarà quindi molto difficile, all'andata con Gasperini abbiamo perso".

Il rischio di sottovalutare l'avversario c'è, ma il tecnico punta a non distrarsi per almeno altre due settimane:

"Credo che siano decisive questa, quella con l'Empoli ancora in casa e la trasferta di Parma. Superare indenni questo trittico ci permetterebbe poi di pensare con tranquillità alla semifinale di Coppa Italia con la Fiorentina e al quarto di finale europeo con il Monaco".

Non si può non parlare del sorteggio europeo:

"Magari altre squadre hanno tirato un sospiro di sollievo per averci evitato nei quarti. Comunque, il Monaco ha eliminato l'Arsenal e dunque non mi pare un doppio confronto così facile. Abbiamo sicuramente la possibilità di passare. Volevamo fortissimamente superare il Borussia Dortmund e ci siamo riusciti con due ottime prestazioni".

Capitolo infermeria:

"Barzagli ha disputato due ottime partite, nonostante arrivasse da otto mesi di inattività. Se Conte lo convocherà in Nazionale, sarò molto felice. Marchisio sta bene, ha smaltito l'influenza. Sturaro è a disposizione da oggi. Pirlo tornerà dopo la sosta. Pogba naturalmente non è a disposizione. Domani valuterò la condizione di tutti. Per domani, Morata è squalificato, dunque saremo 15 - 16 più due ragazzotti della Primavera".

Questa è la Juventus di Allegri?

"Non credo. Da 100 anni è della Famiglia Agnelli. I calciatori e gli allenatori passano. La squadra è cresciuta nella consapevolezza, è stato fatto un ottimo lavoro non solo da me, ma dai ragazzi e da tutto lo staff. La Juve deve rientrare stabilmente tra le prime otto d'Europa: questo è l'obiettivo. Per essere competitivi in Europa, bisogna ancora lavorare molto".

Perotti Tevez

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