Rugani, mai ammonito e in campo ogni secondo di Serie A: "Juventino sin da piccolo"

C'è un giocatore in Serie A che, esclusi alcuni portieri come Sportiello e Karnezis (che ha però da recuperare la gara col Parma), ha giocato ogni singolo minuto di campionato: è l'unico calciatore di movimento, il suo nome è Daniele Rugani dell'Empoli e dall'estate prossima sarà un nuovo difensore della Juve col quale si è legato fino al 2019 il gennaio scorso dopo che i bianconeri hanno riscattato la metà del suo cartellino per 3,5 milioni di euro pagabili in quattro tranche. Stopper elegante, sempre a testa alta, abile nel gioco aereo e nell'anticipo, il dato più incredibile non è tanto rappresentato dai 3 gol fin qui realizzati quanto dal fatto che non ha subito neanche un cartellino giallo. Spaventoso.

Nato a Lucca il 29 luglio del 1994 aveva già indossato la maglia della Vecchia Signora dopo la trafila nelle giovanili empolesi ma solo per la squadra Primavera (era però in panchina nella finale di Supercoppa Italiana di Pechino vinta contro il Napoli); poi il ritorno nella cittadina toscana dove l'anno passato in B aveva collezionato 40 presenze (su 42), due gol e tre gialli, infine dopo un timido pressing dell'Arsenal ha accettato di tornare a Torino. In questi giorni è agli ordini di mister Di Biagio, ct dell'Under 21 dell'Italia per gli impegni amichevoli contro la Germania (il 27 marzo a Paderborn) e la Serbia (il 30 a Benevento), Conte lo avrebbe convocato ma non voleva privarlo al collega che sta preparando l'Europeo di categoria dell'estate prossima.

E sul sito della Nazionale il giovane difensore ha raccontato molto di sé:

"Ho iniziato a 5 anni, allenandomi semplicemente con i ragazzi più grandi, dato che non potevo giocare le gare a causa dell'età. Prendevo invece parte alle partitelle con gli amici del mio paese e giocavo a casa con mio fratello. Sono nato come centrocampista, poi a 10 anni, all'Empoli, sono stato arretrato di ruolo. Già da piccolo avevo qualcosina in più degli altri ragazzi: poi intorno ai 17-18 anni, ho capito che forse potevo farcela. I miei idoli? Non avevo poster di campioni particolari, ma, essendo sempre stato un tifoso della Juventus, avevo diversi video e dvd bianconeri, e una maglia di Alex Del Piero. Adesso invece non ho modelli d'ispirazione particolari, cerco di prendere il meglio dai difensori più bravi".

La sua esperienza all'Empoli è servita tantissimo per guadagnare l'azzurro un po' più scuro della Nazionale:

"Voglio continuare a dare quotidianamente il massimo e crescere il più possibile: in questo sono fortunato perché l'Empoli è un club che valorizza i giovani. Gli obiettivi agonistici principali che mi pongo sono la salvezza con l'Empoli, la disputa di un buon Europeo a giugno e il raggiungimento della qualificazione alle Olimpiadi con l'Under 21. La convocazione di Conte? E' stato un evento inaspettato, non ci avrei mai pensato. Mi sono sentito onorato e ho cercato di prendere il meglio da quell'esperienza, imparando dai tanti campioni presenti".

Certo è che Rugani pare più maturo dei 20 anni che ha, così riesce anche ad analizzare difetti e margini di miglioramento personali:

"Dovrei migliorare la sensibilità del mio piede debole, il sinistro, poi vorrei cercare di aumentare la velocità di pensiero e la personalità nel giocare la palla. Il mio punto di forza principale credo che sia la capacità di rimanere concentrato durante tutta la partita. L'insegnamento più prezioso che ho fatto mio è il lavorare tanto, senza mai accontentarsi e sempre guardando al traguardo successivo, dare sempre il massimo in gara e negli allenamenti alla fine paga".

Infine qualche curiosità:

"Il passaggio dalla B alla A? In A c'è più qualità e velocità nelle giocate, gli errori li paghi sempre. Gli attaccanti sono più efficaci nelle giocate individuali e precisi nei tiri da fuori area. Dybala è stato l'attaccante che più mi ha messo in difficoltà. Fuori dal campo sono una persona tranquilla: mi piace vedere gli amici, leggo molto e amo giocare a tennis. Il calcio a 5 con gli amici? Lo evito, per non rischiare infortuni".

Daniele Rugani

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