Biglietti finale Champions: Franco Rosso Italia come Verdone, confonde Verona con Vicenza

Tifosi juventini ancora inviperiti con la Francorosso Italia, ovvero con l'agenzia che ha "curato" la vendita dei biglietti per la finale di Champions League tra Juve e Barcellona

I tifosi juventini che andranno a Berlino per la finale di Champions sono particolarmente agitati e preoccupati. Certo è una grande partita quella contro il Barcellona, ma non è solo la sfida sportiva a tenerli sulle spine. A tre giorni dalla partenza i fortunati possessori di un biglietto per l'Olympiastadion ancora non conoscono alcun dettaglio del viaggio che dovranno affrontare per raggiungere la capitale tedesca. La Franco Rosso Italia, l'unica società autorizzata a vendere i biglietti (con pacchetto viaggio obbligatorio e a prezzi tutt'altro che modici) - da non confondere con la Francorosso del Gruppo Alpitour - sta tenendo tutti con il fiato sospeso.

Chi dovrà partire alla volta della Germania in pullman non sa ancora da quale strada o piazza delle varie città partirà. Non conosce neanche l'orario, se non uno generico indicato nel pdf inviato al momento dell'acquisto, da non prendere però in grande considerazione; come ripetuto più volte dai centralinisti, sarebbe arrivata successivamente la comunicazione ufficiale (perché scrivere un orario allora?). Infatti la Franco Rosso Italia ha detto a tutti di aspettarsi di ricevere via mail una "lettera di convocazione", nella quale i tifosi avrebbero trovato tutti i dettagli del viaggio.

Anche chi ha comprato i salatissimi biglietti aerei non sa ancora a che ora è in programma il proprio volo e neanche da quale aeroporto della città scelta partirà. La Franco Rosso Italia si è liberata la coscienza annunciando fin da subito che la famigerata lettera di convocazione sarebbe arrivata entro il 4 di giugno, ma tutti hanno sperato - e alcuni hanno anche ricevuto rassicurazioni informali via telefono - di riceverla prima. Molti tifosi dovranno infatti affrontare un primo viaggio per arrivare nella città dalla quale potranno partire poi per Berlino.

Ci sono, ad esempio, marchigiani e abruzzesi in crisi isterica, ansiosissimi di sapere quale treno acquistare per arrivare a Bologna o a Verona in orario per la partenza degli autobus. Così come anche i poveri tifosi sardi, per i quali non era prevista alcuna soluzione di viaggio dalla propria regione, che temono di non trovare più la coincidenza aerea giusta per arrivare in tempo a Torino, Milano o Roma per imbarcarsi nuovamente alla volta di Berlino. Naturalmente la stessa preoccupazione concerne anche il viaggio di ritorno, che vorrebbero prenotare per evitare di dover aggiungere agli esosisissimi costi già sostenuti un pernottamento in una delle città di arrivo per la Franco Rosso Italia, ma solo di scalo per molti di quelli che hanno acquistato lo svantaggiosissimo pacchetto di viaggio.

Ci sono poi anche molti tifosi che hanno acquistato la soluzione più "economica" per il trasporto (260 euro per l'autobus) - ricordiamo, obbligatorio e non scindibile dal biglietto da pagare a parte - per non usufruirne, preferendo arrivare a Berlino in giorni diversi con un aereo (meno caro di quelli di Franco Rosso) o comunque con mezzi propri, sottraendosi alla "tortura" di un viaggio interminabile per un totale di una trentina di ore con un "intermezzo" all'Olympiastadion. Il tutto naturalmente mentre i più fortunati e tutelati tifosi del Barcellona si staranno godendo l'atmosfera berlinese e il Champions Festival organizzato dalla UEFA. Questi tifosi "senza viaggio" sono in attesa di sapere in quale luogo verranno loro consegnati materialmente i biglietti per lo stadio, che ovviamente non potranno ritirare sul mezzo messo a disposizione da Franco Rosso.

Fatta questa doverosa premessa, un utente del forum "vecchiasignora.com" ha aggiunto un nuovo inquietante tassello al puzzle di questa storia poco edificante. Il pdf allegato alla sua mail che la Franco Rosso Italia gli ha inviato al momento dell'acquisto riporta come città di partenza Vicenza - soluzione neanche disponibile tra i pacchetti proposti - anziché Verona, come da lui scelto. Addirittura nelle note si parla di un ritiro del biglietto per la partita in aeroporto, nonostante lui abbia acquistato il pacchetto pullman.

L'organizzazione nel complesso ricorda quelle arrabattate e improbabili proposte dal Ragionier Filini al mitico Fantozzi, ma questo episodio ci ha fatto tornare alla mentre "Mimmo", il personaggio un po' tonto inventato da Carlo Verdone, che nel film "Bianco, Rosso e Verdone" va a prendere la nonna - la straordinaria Sora Lella - a Verona per accompagnarla a Roma per votare. Anche Mimmo si era confuso tra Verona e Vicenza, perché gli era "rimasta in mente l'Arena di Vicenza". In bocca al lupo ai tifosi bianconeri che andranno a Berlino; di questo passo la loro presenza allo Stadio è tutt'altro che scontata.

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