Moratti: "Giusto assegnare lo scudetto 2006 all'Inter"

Massimo Moratti rivendica con orgoglio lo scudetto del 2006: l’ex presidente dell’Inter ha rilasciato oggi una lunga intervista a Mediaset Premium che andrà in onda domani 27 agosto 2015 alle 21.30 su Premium Sport. È stata l’occasione, per Moratti, di tornare sui trofei che gli hanno maggiormente dato soddisfazioni durante la sua esperienza di patron nerazzurro. Scontato il riferimento al ‘Triplete’ del 2010, meno quello al tricolore che i tifosi della Juventus hanno ribattezzato “lo scudetto di cartone”. Assegnato all’Inter nonostante la successiva relazione di Palazzi contestasse ai nerazzurri l’illecito sportivo (fatti coperti da prescrizione), quel tricolore rimane uno dei trofei preferiti di Moratti:

“La Champions, anche se è scontato dirlo, è il trofeo a cui sono legato di più. Non disdegno lo scudetto vinto a tavolino, l’ho trovata una cosa giusta. Anche quello del 2010 è uno di quelli che mi ha fatto soffrire di più”.

Fuori dal giro ormai da quasi un anno, Massimo Moratti ha ceduto la maggioranza del pacchetto azionario dell’Inter a Erick Thohir, ma i colori nerazzurri rimangono nel cuore del patron Saras. Tra i ricordi più vividi, i giorni caldi in cui decise di prelevare il club da Pellegrini nel 1995:

"Non ho avuto il coraggio di dirlo a mia moglie ma quando mi vide che mi intervistavano alla televisione, si interessò anche lei alla vicenda. Ronaldo è stato l'essenza del calcio perché ci ha fatto provare tante emozioni ma io insisto su Recoba, in ogni momento poteva farti la cosa più bella che avevi mai visto. Non dimentico Ibrahimovic, che ci ha fatto vincere tanto e Mancini: Mantovani si mise quasi a piangere pur non di farlo partire".

L’Inter di Moratti acquistò tanti grandi calciatori, da Vieri a Ronaldo, da Cannavaro a Djorkaeff, ma ci sono dei top player che l’ex patron trattò invano e che avrebbe tanto voluto vedere in maglia nerazzurra:

"Cantona è stato vicino all'Inter ma ci fu un disguido e non arrivò. E poi Totti, ci fu la possibilità di trattarlo perché era in scadenza ma la Roma non l'avrebbe mai lasciato andare via".

Alla domanda relativa ad un possibile ritorno di un componente della famiglia Moratti all’Inter, l’ex presidente è abbastanza possibilista:

"Nella vita non si sa mai, neanche io pensavo di succedere a mio padre. Non so neanche se augurarlo ai miei figli, bello fare il presidente ma è un'esperienza complessa".

Massimo Moratti

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