Nedved: "Juve, non so fino a quando resto"

Pavel Nedved è da pochi giorni il nuovo vice-presidente della Juventus: è stato nominato durante l’ultima assemblea degli azionisti e rappresenta per l’ex ‘pallone d’oro’ il giusto riconoscimento dopo essere stato per diversi anni all’ombra del presidente Andrea Agnelli. Da consigliere d’amministrazione, la ‘Furia Ceca’ si è occupata un po’ di tutto e ha comunque collaborato a stretto contatto con il dg Marotta e il ds Paratici. La nomina a vice-presidente, insomma, è parso uno step naturale nel percorso di crescita sia di Nedved, sia della Juventus. Come se non bastasse, domani il vice-presidente bianconero riceverà in Repubblica Ceca la medaglia al merito dal presidente Milos Zeman.

Un altro importante riconoscimento, che lo ha nuovamente riportato alla ribalta sulla stampa internazionale. Oggi, intanto, è stata pubblicata su Forbes, il periodico di economia e finanza, una lunga intervista al dirigente della Juventus, che ammette di essere felice di far parte di una delle società più prestigiose al mondo, anche se quando era ancora calciatore, da ‘grande’ si vedeva con maggiore tempo libero per sé e per la famiglia:

"Tutto intorno a me nella Juve si sta muovendo molto velocemente - dichiara - E' buffo perché avevo espresso il desiderio qualche tempo fa di vivere più lentamente la mia vita. Ma sembra proprio che non riesca a esaudirlo. La verità però è che continuo a essere felice ogni giorno nella Juve. Sono contento che sopra di me ci sia solo il presidente così ho la possibilità di perfezionare un po' di più il mio ruolo...".

Nedved-Juve

Simbolo della Juventus ormai da tanti anni, idolo dei tifosi che lo acclamano ogni domenica come se fosse ancora in attività, Nedved ammette di non riuscire a staccarsi dal calcio, nonostante le forti pressioni da parte della moglie:

"E' sempre nella mia testa. Mia moglie non gradisce - ammette - , ma cosa ci posso fare? Il calcio è la mia vita, è come una 'droga'. Comunque adesso riesco a passare più tempo con la mia famiglia e riusciamo a farci una gita di qualche giorno. Mi godo ogni momento con la mia famiglia, ma il calcio e la Juve... Quando ho finito la mia carriera pensavo che la situazione potesse essere più tranquilla dopo un anno o due ma a essere onesti la situazione è peggiorata! I tifosi non mi vedono spesso come prima e così è un evento raro incontrarmi. Ma nonostante tutto è ancora piacevole. Senza i tifosi il calcio non significherebbe nulla. E' per questo che se qualcuno mi chiede un autografo è mio dovere firmarlo, non mi costa niente e lo rende felice. Sto sempre attento a questo e soprattutto dico ai giocatori di comportarsi nello stesso modo. E' il minimo che possiamo fare".

Quanto al futuro, già diverse volte la federazione della Repubblica Ceca ha tentato di riportarlo in patria promettendogli un posto di rilievo nelle istituzioni sportive, ma Nedved ha sempre resistito. Ma fino a quando riuscirà a respingere il pressing della famiglia?

"Per essere onesto non sono del tutto convinto di rimanere qui - ammette - Il calcio è molto stressante e faticoso e credo che mia moglie non sia dell’idea di restare. Detto ciò, lasceremo che sia il destino a decidere".

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