Juventus, Evra infuriato dopo Sassuolo: "Ben venga il ritiro"

Le parole del terzino francese all'indomani della sconfitta contro il Sassuolo: il messaggio è indirizzato soprattutto ai nuovi arrivati.

Ieri sera, subito dopo il fischio finale di Sassuolo-Juventus, Gianluigi Buffon aveva espresso ai microfoni dei giornalisti tutta la sua frustrazione per l'ennesimo risultato deludente in campionato. Il portiere aveva parlato di "figura da pellegrini" descrivendo la prova dei suoi compagni di squadra al Mapei Stadium. Da un capitano ci si aspettano parole del genere, uno con l'esperienza di Buffon sa benissimo quando è il momento di strigliare lo spogliatoio, soprattutto se al suo interno ci sono tanti giovani e volti nuovi. Ma non serve essere capitani per essere leader, lo dimostrano le parole di Patrice Evra rilasciate oggi ai microfoni di Sky Sport 24.

Il francese è letteralmente infuriato per la prestazione dei bianconeri, soprattutto per il primo tempo. Non ha gradito il ritmo, l'agonismo, l'impegno. Le sue sono parole molto dure e sono rivolte ai suoi compagni, evidentemente ai nuovi arrivati visto che li invita a prendere coscienza del peso e dell'importanza della maglia bianconera. Il terzino, che ieri sera non ha giocato, è quasi contento del ritiro deciso dalla società in vista del derby:

Sono molto arrabbiato: alcuni giocatori non sono coscienti della situazione. E a loro voglio dire che bisogna rispettare questa maglia. Quella di ieri non era la vera Juventus. Non puoi fare una prestazione come quella di sabato contro l'Atalanta e poi un primo tempo come quello di ieri con il Sassuolo. Può darsi che certi giocatori non siano abbastanza responsabili, per questo il ritiro potrebbe servire. Non sono un fan dei ritiri, non fa piacere a nessuno andare, tutti abbiamo delle famiglie, ma non sono arrabbiato perché se il mister e la società ritengono che il ritiro è una cosa importante per fare capire cosa significhi giocare per la Juve allora che ben venga.

A queste parole ne fa seguire altre, altrettanto dure, che fanno capire abbastanza chiaramente come mai uno come lui abbia avuto una carriera così ricca di successi. È una questione di mentalità, quella che forse, e il dubbio lo ha anche Evra, molti ancora in questa Juve non hanno:

Non mi piacciono le squadre jo-jo, che vincono, poi perdono, poi rivincono... Questa non è la Juve. Io non voglio parlare dello scudetto, ma quando giochi con la Juve deve pensarci sempre al titolo. Ogni volta che mi alzo la mattina penso di vincere il campionato per la quinta volta di fila, in questo momento stiamo buttando questa possibilità che sarebbe storica, il messaggio che mando ai miei compagni, ma lo dico anche a loro direttamente, è che bisogna rispettare questa maglia.

E sabato c'è il derby con il Torino, un impegno che forse qualche anno fa sarebbe stato poco difficile, almeno sulla carta, ma che da un paio di stagioni a questa parte è diventato molto complicato. La squadra di Ventura è un avversario ostico, anche se sta attraversando un periodo di appannamento dopo l'ottimo inizio. Evra è convinto che quella vista a Sassuolo non sia la vera Juve, ma allo stesso modo ha una certezza: contro i granata sarà tutta un'altra storia. Ne è sicuro.

Patrice Evra

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