Nuova bufera su Tavecchio, frasi antisemite e omofobe: "Sono vittima di un ricatto"

Le dichiarazioni contro ebrei e omosessuali sono state pubblicate dal Corriere della Sera, il presidente della Federcalcio respinge le accuse.

Una nuova bufera si abbatte sul presidente della Figc Carlo Tavecchio, a scatenarla uno scoop del Corriere della Sera secondo il quale, nel corso di un'intervista, il numero uno di via Allegri avrebbe pronunciato parole antisemite e omofobe. L'intervista incriminata è quella rilasciata al magazine on line SoccerLife lo scorso giugno, il quotidiano milanese sarebbe in possesso di una registrazione. Sono in particolare due i passaggi incriminati. Parlando dell'acquisto da parte della Lega Nazionale Dilettanti della nuova sede a Roma con vista su Piazza del Popolo, costata 19,7 milioni di euro nel 2008 ha commentato: "È stata comprata da Anticoli, un ebreaccio. Non ho niente contro gli ebrei, ma meglio tenerli a bada". E poi, sulla presenza dell'omosessualità nel mondo del calcio: "Tenete lontano da me gli omosessuali".

Si arricchisce quindi il campionario di dichiarazioni discriminatorie di Tavecchio che un anno un anno fa era stato condannato dalla Fifa per frasi razziste, la famosa storia di Opti Pobà, successivamente era arrivato anche il commento sulle "lesbiche" del calcio femminile. Ma il presidente della Figc non ci sta, si difende e passa al contrattacco: "Sono evidentemente vittima di un ricatto, non ricordo le parole usate in quella conversazione, che potrebbe essere manipolata". Ascoltando l'audio pubblicato sul sito del Corriere della Sera si capisce che le risposte in qualche modo siano state imboccate dall'intervistatore, ma, se pure così fosse, resta il fatto che quelle parole Tavecchio le ha pronunciate.

Parla di ricatto, ma chi avrebbe quindi deciso di ricattarlo consegnando al quotidiano milanese la registrazione dell'intervista? Sarebbe stato il direttore di SoccerLife Massimliano Giacomini che avrebbe deciso così di vendicarsi per dei mancati finanziamenti europei per l'attività editoriale della testata, da ottenere tramite l'intercessione della stessa Figc. Giacomini passa però al contrattacco spiegando che tali finanziamenti SoccerLife non li ha ottenuti per il semplice motivo che vi ha spontaneamente rinunciato. Tale rinuncia fu comunicata direttamente a Tavecchio lo scorso 20 settembre attraverso un sms: "Caro presidente non la chiamo per non disturbarla il giorno di meritatissimo riposo le scrivo per dirle che martedì non sarò all'appuntamento con l'avvocato Gioia, che ho già provveduto ad avvertire, visto che non riteniamo utile per noi ripresentare il progetto. Grazie per l'opportunità".

Giacomini poi fa mea culpa per non aver segnalato prima le dichiarazioni omofobe e antisemite di Tavecchio, spiega che gli erano sfuggite, ma sottolinea come sia stata giusta la decisione di rinunciare ai finanziamenti per mantenere "la libertà e l'indipendenza di SoccerLife" e della sua redazione. Intanto la comunità ebraica italiana condanna Tavecchio, lo fa attraverso le parole di Renzo Gattegna, presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (UCEI), che afferma: "Le indecenti affermazioni antisemite e omofobe del presidente della Federcalcio Tavecchio costituiscono un fatto gravissimo e un danno di immagine immenso per la credibilità dello sport".

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