L’Inter che ha perso due partite nelle ultime tre giornate pensa al mercato, ma i correttivi saranno difficilmente apportabili nel mercato di riparazione. Sembra quasi un film già visto con gli acquisto voluti fortemente da Roberto Mancini bocciati nel giro di qualche mese. Lo scorso anno toccò a Podolski e Shaqiri, prime richieste del tecnico di Jesi e finiti ai margini della squadra titolare dopo poche settimane. La storia sembra ripetersi con Stevan Jovetic e Geoffrey Kondogbia, entrambi strappati alla concorrenza facendo importanti investimenti. Investimenti che ora non possono essere “corretti” al netto di qualche cessione importante che faccia entrare nelle casse nerazzurre cifre considerevoli.

Sono bastate dunque due sconfitte per far venire fuori tutti i difetti dell’Inter, anche se le avvisaglie c’erano già: vincere 9 partite per 1-0 non vuole dire per forza “essere una squadra solida”, soprattutto se quei risultati risicati sono arrivati dopo aver concesso comunque diverse chiare occasioni da gol agli avversari (“San Handanovic” ne sa qualcosa). A ciò si devono aggiungere i malumori di alcuni nuovi, che nelle ultime settimane hanno esplicitato il loro malcontento. Su tutti Stevan Jovetic, rimasto in panchina sia contro l’Empoli, sia contro il Sassuolo: Mancini gli chiede di stare tranquillo, ma qualcosa tra i due sembra essersi incrinato. A pesare sul montenegrino, l’incapacità di integrarsi con Mauro Icardi, che senza di lui è tornato a segnare con continuità. La questione è seria, anche perché Jovetic è stato prelevato in prestito biennale con obbligo di riscatto da esercitare alla prima presenza della stagione 2016-2017.

Non se la passa meglio Geoffrey Kondogbia, strappato in estate alla concorrenza del Milan con un’operazione che ha letteralmente fatto svenare i nerazzurri. Sul francese le attese sono state altissime sin dall’inizio, sia da parte della società sia da parte dei tifosi, ma fin qui il centrocampista ha dimostrato di non valere probabilmente la metà dell’investimento effettuato. La tifoseria, tra l’altro, lo ha preso di mira, dimenticando probabilmente che ha solo 22 anni: al minimo errore il ragazzo viene fischiato, ma forse l’errore è stato quello di pensare di aver preso il nuovo Touré, dopo il diniego del centrocampista del Manchester City. Mancini continua a difenderlo e non potrebbe fare altrimenti, ma la nota è dolente e nessuno lo può negare.

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ultimo aggiornamento: 13-01-2016


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