Napoli, Insigne: "Con Sarri si gioca a memoria"

Lorenzo Insigne si sta godendo questo inizio di stagione che vede il Napoli in vetta alla classifica di Serie A. Al termine della scorsa stagione i big dello spogliatoio hanno stretto un patto: restare tutti a Napoli per vincere lo Scudetto. Questo spirito di intenti sta regalando i suoi frutti e neanche Insigne immaginava tanto: "Non mi aspettavo di partire così forte. Penso che il nostro segreto sia che quest'anno siamo rimasti tutti uniti con la promessa di fare una grande annata e di vincere qualcosa. Ci stiamo provando e dobbiamo provarci fino alla fine".

Adesso però viene il bello: come fare a continuare così senza prendere sbandate? Per Insigne la ricetta è semplice: "Dobbiamo cercare di rimanere con i piedi per terra e continuare a lavorare al meglio. Il fatto di essere lo stesso gruppo dell'anno scorso penso che sia un vantaggio. Siamo i soliti da tre anni, con qualche acquisto in ruoli specifici secondo le richieste del mister. Penso che il nostro segreto sia che quest'anno siamo rimasti tutti uniti con la promessa di fare una grande annata e di vincere qualcosa. Ci stiamo provando e dobbiamo provarci fino alla fine. Sarri? Si è fatto conoscere abbastanza anche per qualcosa che ha detto però lui vive di calcio tutti i giorni e parla di calcio e noi lo ascoltiamo volentieri perché da quando è arrivato lui in campo gli allenamenti anche se alle volte sono un po' pesanti, sono sempre divertenti, come si vede poi la domenica".

L'altro segreto è quello di continuare a seguire fedelmente gli insegnamenti di Maurizio Sarri, un allenatore capace di farsi rispettare da tutto il gruppo per la sua professionalità: "Sarri fa sentire tutti importanti, anche chi gioca di meno, e lo fa sentire responsabile in questo gruppo. Si gioca a memoria. Anche chi gioca di meno quando entra dà sempre il suo contributo, ed il mister è contento. Anche chi gioca più spesso è vicino come a chi lo fa di meno perché magari ci è passato nelle annate precedenti. Chi gioca di meno sta dando una mano. Sarri non fa mai capire la formazione perché mischia sempre le carte, e fa impegnare tutti nello stesso modo. Io ed i miei compagni accettiamo le scelte e chi gioca dà sempre il suo contributo. Sarri vive di calcio e ci trasmette la passione che ha e noi cerchiamo di sperimentare in campo la sua idea di calcio".

Poi l'intervista ad Insigne è virata sulla Nazionale e su Gian Piero Ventura: "È sereno, stiamo preparando al meglio la partita con la Macedonia, stiamo studiando gli avversari per provare a metterli in difficoltà. Ogni volta che veniamo qui lo seguiamo sempre con passione perché è un grande allenatore, ogni tecnico ti può dare qualcosa di diverso e noi cerchiamo di mettere in pratica tutto quello che ci chiede. Il 3-4-3? Ho sempre dato la mia disponibilità, anche per giocare con il 3-5-2 o qualsiasi altro modulo, l'importante è che quando uno scende in campo dà tutto fino alla fine. Ci sta poi che ogni giocatore si esprime meglio in un ruolo, come io ed El Shaarawy che siamo abituati a giocare a tre in attacco. Però l'importante è che quando stai in Nazionale, scendi in campo e dai il massimo per l'Italia. Al di là del ruolo, conta il risultato. Ripeto: nel 3-4-3 mi sento meglio perché un giocatore ha bisogno di scendere in campo e di essere consapevole di poter dare il 100% per la squadra. Io ora giocando a tre mi sento a mio agio e spero di dare il mio contributo importante alla squadra per portarla alla vittoria".

Contro la Macedonia, senza Belotti, toccherà al folletto di Frattamaggiore il compito di trascinare gli azzurri in coppia con un suo grande amico: "Con Immobile siamo stati un anno insieme al Pescara, abbiamo fatto un grande anno ed anche se non giochiamo più insieme da parecchio, non ci dimentichiamo che i nostri movimenti sono sempre gli stessi e cerchiamo di lavorare nel miglior modo possibile. Ci vediamo spesso con lui, parliamo del più e del meno, ci conosciamo bene sia in campo che fuori e quindi è un piacere trovarci ogni mese qua".

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