Lippi smentisce Tavecchio: "Ventura non l'ho scelto io"

“Io ho sempre detto di aver scelto Ventura, ma non l'avevo scelto io, lo aveva scelto Lippi”, ha detto oggi Carlo Tavecchio dopo aver rassegnato le dimissioni da presidente della Figc. L’ormai ex numero uno della federcalcio ha scaricato già da giorni le colpe della mancata qualificazione ai Mondiali sul commissario tecnico già esonerato, ma sulla paternità della sua scelta ha fatto rivelazioni importanti. Rivelazioni che però vengono rispedite al mittente da Marcello Lippi, ex commissario tecnico della nazionale italiana sulla cui panchina nel 2006 ha conquistato il campionato mondiale.

Effettivamente, nel 2016, Marcello Lippi fu a colloqui con Tavecchio allorquando sembrava dovesse diventare il direttore tecnico di tutte le nazionali. Poi non se ne fece nulla per un conflitto d’interessi del figlio, agente di calciatori. Eppure, l’ex allenatore di Atalanta, Napoli, Juventus e Inter nega di aver scelto lui il ct del “disastro mondiale”.

"Oggi - racconta Lippi ai microfoni Sky - non si fa altro che parlare di Marcello Lippi: lo hanno fatto Malagò ieri, Tavecchio oggi. E ora vi spiego tutto io. E' vero quello che ha detto Malagò, eccetto una cosa: che io ho scelto l'allenatore. No, non l'ho scelto io. Io sono andato a cena da Malagò con Tavecchio, mi era stato proposto di diventare direttore tecnico di tutte le Nazionali, e abbiamo convenuto di contattare alcuni tecnici. Così ho parlato con Ventura, Montella e Gasperini. Poi in Federcalcio ho parlato con Tavecchio e ho esposto le mie impressioni. Tavecchio mi ha detto: chi scegliamo fra i tre? Io ho risposto: Faccia lei. Tocca a lei decidere. Lui mi ha detto: scelgo Ventura, per esperienza e saggezza mi pare il più adatto. Ho firmato un pre-contratto con Tavecchio per diventare direttore tecnico. Ma un anno prima di questo incontro, Tavecchio - ripeto, Tavecchio - aveva sottoscritto una norma secondo la quale chi aveva un parente che lavorava come procuratore di calciatori non poteva assumere l'incarico di dirigente tecnico in Federcalcio. Mio figlio - è noto a tutti - è procuratore e quindi non si poteva procedere. Ma possibile, mi chiedo, che Tavecchio che aveva firmato quella norma non si era ricordato quando mi aveva contattato? Così, il giorno prima della presentazione mia e di Ventura, il mio incarico è svanito per regolamento. Dopo, non ho più sentito Tavecchio. Né Uva. Né altri in Federcalcio. E ora sono qui in Cina, con un contratto che scade nel 2019. Contento di restare".

Oltre a Tavecchio, anche il presidente del Coni, Gianni Malagò, aveva attribuito la paternità della scelta di Ventura proprio a Lippi.

lippi tavecchio

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