Juventus, arrestati 12 capi ultrà: "Accordo militare per controllare la curva"

Dodici persone legate alla curva della Juventus sono state arrestate dalla Digos di Torino nell'ambito dell'operazione "Last banner", frutto di una lunga indagine che ha permesso di accertare l'esistenza di una vera e propria associazione a delinquere finalizzata al ricatto di esponenti della Juventus per ottenere biglietti agevolati per le partite giocate all'Allianz Stadium e rivenderli a prezzo più alto.

A finire in manette sono stati 12 tra capi ultrà e referenti dei gruppi ultrà della Juventus, dai Drughi a Tradizione-Antichi valori, passando per Viking, Quelli di via Filadelfia e Nucleo 1985. Tra i nomi più noti c'è quello del leader dei Drughi Dino Mocciola, già sorvegliato speciale e ritenuto dagli inquirenti uno degli interlocutori della 'ndrangheta.

Insieme a Mocciola sono stati arrestati anche il braccio destro Salvatore Cava, leader dei Tradizione Umberto Toia, e Beppe Franzo, presidente dell'associazione “Quelli di via Filadelfia”. A loro e agli altri otto arrestati sono contestate a vario titolo le accuse di associazione a delinquere, estorsione aggravata, autoriciclaggio e violenza privata.

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