Spadafora riapre gli stadi: “Ok a 1.000 persone agli eventi sportivi”

Il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, dà il via libera alla riapertura parziale degli stadi: fino a 1.000 persone a partire già dal weekend

A partire dalle semifinali degli Internazionali di tennis, in programma sabato 20 settembre, sarà consentito l’accesso agli impianti all’aperto a 1.000 persone. L’annuncio è del Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora. Non proprio una novità, visto che fin qui diversi eventi, come le partite di calcio amichevoli e i gp motoristici hanno ottenuto il via libera, mentre per la Serie A c’era stato il no secco da parte del governo e del Comitato tecnico scientifico.

“Finalmente – annuncia il ministro – già a partire dalle semifinali e dalle finali degli Internazionali di tennis potranno assistere mille spettatori a tutte le competizioni sportive che si terranno all’aperto e che rispetteranno scrupolosamente le regole previste in merito al distanziamento, mascherine e prenotazione dei posti a sedere”.

La Juventus, nei giorni scorsi, aveva preparato un protocollo di concerto con la Regione Piemonte per consentire l’accesso a 1.000 spettatori all’Allianz Stadium in occasione di Juve-Samp di domenica. La risposta è stato un no secco, probabilmente perché gli altri stadi di Serie A non sono in grado di garantire gli stessi standard di sicurezza. Eppure, in Germania ad esempio, hanno deciso di non attendere che tutti i club siano pronti a rispettare i protocolli, prevedendo il via libera solo per quegli stadi già attrezzati.

“Nelle prossime ore verrà ufficializzata la decisione – aggiunge Spadafora -, ma desidero sin da subito ringraziare il ministro Speranza per la collaborazione e il Comitato Tecnico scientifico per aver tempestivamente programmato l’audizione che ho richiesto. Dal confronto con i rappresentanti dei miei uffici, sono emerse le condizioni per un ulteriore approfondimento delle questioni riguardanti il mondo sportivo e per la condivisione del nostro punto di vista in merito all’esigenza di non differenziare tra eventi culturali ed eventi sportivi. Un primo, ma significativo passo verso il ritorno, speriamo presto, alla normalità nello sport. Auspico il più rapido compimento di tutte le azioni necessarie per rendere immediatamente applicabile quanto deciso”.