
SANTOS, BRAZIL: Robinho (D) del equipo brasileno de Santos se lleva el balon ante la marca Miguel Rojas del equipo colombiano de Once Caldas, en partido de cuartos de final de la Copa Libertadores de America disputado en el Estadio de Vila Belmiro en Santos, Brasil, el 19 de mayo de 2004. Santos y Once Caldas empataron en 1-1. AFP PHOTO/ORLANDO KISSNER (Photo credit should read ORLANDO KISSNER/AFP/Getty Images)
No al ritorno al Milan. Robinho sbatte la porta in faccia ai rossoneri, per niente ansioso di far parte di nuovo del progetto milanista. Un po’ per quello che sta facendo con la maglia del Santos, molto per quello che non sta facendo il Milan in patria. Con il ritorno in Brasile, l’attaccante ha riconquistato pure la Selecao.
Il giocatore è in prestito al Santos, avendo con i rossoneri un accordo fino al 2016. Non vuole la guerra, però: “Sono orgoglioso di aver indossato la maglia del Milan, ma il Santos è la mia casa. Se sono tornato a esibirmi a certi livelli lo devo a Dio, alla mia famiglia e ai giocatori del Santos”. Bisognerà trovare un accordo in estate, questo è chiaro.
Lo spiega lo stesso attaccante: “Al momento giusto parlerò con Galliani, ma non ci sarà guerra. Troveremo un accordo, il Milan ha tanti attaccanti di valore”. Forse i tifosi del Diavolo al momento non la pensano esattamente così. Il nodo ingaggio potrebbe però condizionare la permanenza in Brasile di Robinho: il suo contratto dice 3 milioni di euro a stagione.
Il Santos non può darglieli e allora si sta organizzando per mettere sul piatto una contropartita appetitosa per la Società rossonera: l’opzione sul centrocampista Lucas Lima e sul bomber Gabriel. Saranno sufficienti per convincere il Milan? Forse ancora di più varrà la volontà del giocatore, che potrebbe decidere di tagliarsi l’ingaggio pur di rimanere dove è risorto.