Juventus, Nedved conferma Pirlo e Ronaldo: “Restano al 100%”

Il vice presidente bianconero ha fatto il punto affrontando diversi temi. E su Massimiliano Allegri: “Non c’è alcun pentimento sulla separazione”

La sconfitta contro il Benevento ha dato vita ad una serie di riflessioni in vista del futuro. Si tratta del periodo più difficile per la Juventus negli ultimi dieci e da giorni si susseguono voci su cambio di allenatore e rivoluzioni. Pavel Nedved quest’oggi ha voluto fare chiarezza, non solo sulla guida tecnica ma anche sul leader del gruppo, Cristiano Ronaldo. Intervistato dai microfoni di Dazn, il vice presidente bianconero ha dichiarato:

Pirlo è e sarà l’allenatore della Juventus, al 100%. Abbiamo sposato un progetto con Andrea, sapendo delle difficoltà che ci sarebbero state. Volevamo fare qualcosa in più ma non ci siamo riusciti, le difficoltà erano previste. Abbiamo un allenatore nuovo con a disposizione una rosa molto ringiovanita. Siamo molto tranquilli, sulla via che volevamo e manteniamo questa strada. Ha tutto per diventare un grandissimo allenatore, anche perchè “grandissimo” lo diventi dopo dieci, quindici, venti anni di lavoro in cui tutti riconoscono la tua grandezza per quello che hai vinto. Fare delle promesse, dopo sei mesi, è difficile.

Dunque, la suggestione di un ritorno di Massimiliano Allegri sulla panchina bianconera è destinata a rimanere tale.

Mi hanno fatto piacere le parole di Max. Lui ha vissuto con noi anni bellissimi, abbiamo condiviso soprattutto delle gioie, lui ha fatto la storia della Juve. Credo che la nostra separazione sia arrivata in modo naturale e per questo non c’è alcun pentimento .

IL FUORICLASSE

Nel mirino della critica, ma soprattutto in quello dei media spagnoli è finito Cristiano Ronaldo. Si è parlato di un suo possibile ritorno a Madrid, anche le parole sibilline di Zinedine Zidane della scorsa settimana, hanno lasciato una porta aperta. Nedved, però, anche in questo caso è stato categorico. CR7 rispetterà il contratto in scadenza a giugno 2022.

Cristiano sia a livello tecnico che di immagine ci ha dato uno slancio verso l’olimpo del calcio. Sul livello tecnico, non si può dire nulla. Ha segnato più di 100 goal in 120 partite, ci ha trascinato in Champions, possiamo criticarlo perché tutti noi siamo criticabili e dobbiamo accettare le critiche quando sbagliamo. Ma mettere in dubbio i suoi numeri e quello che dimostra in ogni partita, per me, non è giusto. E’ un ragazzo molto semplice, anche se da fuori non sembra. I bambini studieranno il suo corpo e la sua carriera: il prototipo di un giocatore moderno che con un talento immenso e con tantissimo lavoro ha raggiunto degli obiettivi incredibili. Ronaldo per me non si tocca, ha un contratto fino al 30 giugno 2022 e rimarrà. Poi quello che succederà dopo si vedrà.

LA JOYA

Tra i numerosi problemi in cui è incappata la Juve pesa come un macigno l’assenza di Paulo Dybala. L’argentino in questa stagione è stato martoriato dagli infortuni. La sua ultima apparizione è datata 10 gennaio contro il Sassuolo.

Ci è mancato, credo che quest’anno – spiega Nedved – non abbia disputato più di 800 minuti con noi: sono pochissimi. La sua presenza ci garantirebbe varianti offensive e reti che ovviamente ci sono mancate fin qui. Ha un contratto di un altro anno, su cui non ho altro da aggiungere a quello che hanno detto il direttore Paratici e il presidente Agnelli. Ovvio, alla Juve tutti i giocatori vengono sempre valutati e si valutano tutte le possibilità di mercato, è normale che sia così.

SARRI E CONTE

Nedved ha parlato anche di due allenatori che hanno trionfato sulla panchina della Juventus, Antonio Conte e Maurizio Sarri. Con quest’ultimo il rapporto è durato solo un anno, ma l’ex tecnico del Napoli è comunque riuscito a conquistare lo scudetto. Il vice presidente bianconero ha spiegato il motivo che ha portato al divorzio l’estate scorsa. “Maurizio Sarri è un grandissimo professionista e un grandissimo allenatore. Il feeling è stato buono, non ci sono state le premesse per continuare a lavorare tutti insieme. Ma, anche qui, tutto è stato condiviso“.

Con Conte, invece, ci sono state delle scintille, come ha dimostrato la semifinale di Coppa Italia giocata allo Stadium.

La rivalità c’è e ci sta sempre ma deve rimanere tale, in amicizia. Non ho nessun messaggio per Antonio. Conte è stato preso dall’Inter per vincere e lui lo sa fare. Adesso è dieci punti avanti e ha l’obbligo di vincere, lo sa anche lui. Se sta costruendo come ha fatto alla Juve? Può essere, anche perché è con Beppe Marotta e so come lavorano loro due insieme. Anzi, ho saputo che è guarito: sono molto contento per lui. Marotta per tutti noi è stato un grandissimo maestro. Siamo contenti per loro

A FINE STAGIONE

Come interpretare le dichiarazioni di Pavel Nedved? La Juventus sapeva delle difficoltà affidando la panchina ad un giovane allenatore senza esperienza come Andrea Pirlo. La società bianconera continuerà a dare fiducia al proprio tecnico, ma sa che in caso di tracollo non può farsi trovare impreparata. C’è una qualificazione in Champions League da conquistare che è tutt’altro che scontata vista la lotta serrata con Milan, Atalanta, Napoli e Roma. Da non dimenticare anche la finale di Coppa Italia contro la squadra di Gian Piero Gasperini. E se la Juve non dovesse qualificarsi per la massima competizione europea o fallire uno dei due obiettivi, il cambio in panchina sarebbe inevitabile.