È morto Diego Armando Maradona, leggenda del Calcio

Diego Armando Maradona è morto per un arresto cardiorespiratorio, un mese fa l’intervento al cervello: “Negli ultimi giorni era molto ansioso e nervoso”

di remar

“È morto Diego Armando Maradona”: l’annuncio è del quotidiano argentino Clarin. Il Pibe de oro è deceduto per un arresto cardiorespiratorio. Maradona, 60 anni appena compiuti, sarebbe stato colto da un malore nella sua casa di Buenos Aires, al barrio San Andres. Sul posto erano sopraggiunte tre ambulanze.

Ai primi di novembre Maradona era stato sottoposto alla rimozione di un ematoma subdurale al cervello, un’operazione che non aveva avuto complicazioni, secondo quanto riferito allora dai medici, ma Diego era rimasto sotto osservazione, per alcuni episodi di confusione.

Il calcio perde il suo numero 10 per eccellenza. Considerato ancora oggi come un semidio a Napoli, agli azzurri Maradona regalò due scudetti, nel 1987 e nel 1990. Nel suo palmares personale spicca il Mondiale del 1986. In Argentina, dove Maradona non era certo meno venerato che sotto il Vesuvio, sono stati già annunciati tre giorni di lutto nazionale.

Quando è morto Diego Armando Maradona

Maradona secondo quanto scrive il Clarin, che parla di “commozione mondiale” per il decesso, si è sentito male prima delle 10 del mattino e fino a mezzogiorno si sarebbero susseguiti vari tentativi di farlo riprendere. La morte sarebbe sopraggiunta pochi minuti dopo le 12. Nei giorni scorsi la famiglia e lo staff medico avevano notato che Maradona era “molto ansioso e nervoso” ed era stata avanzata l’ipotesi di trasferirlo a Cuba per proseguire con la riabilitazione. Cuba dove il campione aveva già passato un lungo periodo per combattere la dipendenza dalla cocaina.

Le reazioni alla morte del Pibe de oro

“La Federcalcio argentina, attraverso il suo presidente Claudio Tapia, esprime il suo più profondo dolore per la morte del nostro mito, Diego Armando Maradona. Sarai sempre nei nostri cuori” twitta l’Afa alla notizia della morte di Diego Armando Maradona, con l’immagine del Pibe che bacia la Coppa del Mondo e la scritta Eterno. Pelè commenta: “È triste perdere amici in questo modo. Sicuramente un giorno giocheremo a calcio insieme in cielo”.

Ottavio Bianchi, ex allenatore del Napoli del primo scudetto, stagione 1986-87, raggiunto dall’Adnkronos si dice “talmente sconvolto che non riesco a parlare. Mi scusi, ma proprio non riesco a parlare”.

La società calcio Napoli saluta così il suo campione via Twitter:

Maradona si era sentito male nel giorno del sessantesimo compleanno, il 30 ottobre, quindi era stato ricoverato in una clinica di La Plata per essere poi trasferito alla clinica Olivos di Buenos Aires. Martedì 3 novembre la delicata operazione al cervello per rimuovere un coagulo di sangue che fuoriusciva dalle vene mettendo sotto pressione il cervello.

Nella sua abitazione Diego stava svolgendo la riabilitazione dopo l’intervento chirurgico. Il personale medico e sanitario che da tre settimane lo accudiva 24 ore su 24 ha cercato invano di rianimarlo.

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L’addio a Maradona sui social

I social stanno esplodendo di messaggi e commenti di addio al campione, al calciatore più forte di tutti i tempi secondo molti, il Fuoriclasse con la F maiuscola, capace di mandare in visibilio uno stadio intero e intere generazioni di amanti del calcio.

Semplicemente il più grande, perché “come lui nessuno mai”. Dal mondo del calcio, alla politica al mondo dello spettacolo sono in tanti a voler rendere l’estremo saluto a Diego Armando Maradona. Leo Messi gli rende omaggio con due parole, probabilmente le più adatte: Goodbye Legend.

Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris propone di intitolare lo stadio San Paolo a Maradona: