Emmanuel Petit è uno degli eroi francesi del Campionato del Mondo vinto dai Blues nel 1998. Ma l’ex centrocampista dalla bionda chioma si è fatto notare dal pubblico sportivo (e non solo) con i suoi racconti senza peli sulla lingua, inseriti in “A Fleur de Peau” (“A fior di pelle”). Si tratta di una biografia uscita nel 2008 in cui la narrazione si concentra sui tre anni (dal 1997 al 2000) trascorsi da Petit con la maglia dell’Arsenal. Tre anni di campionati e coppe conditi anche da eccessi di ogni tipo, come cocaina e sesso con ragazze compiacenti, addirittura durante un ritiro con i Gunners. Petit era un autentico viveur delle notti londinesi e parigine: dopo la conquista della Coppa del Mondo con la Francia si è scatenato in club per scambisti insieme ad i suoi compagni di squadra.

Il nome e il volto di Petit sono tornati sulle prime pagine dei giornali francesi dopo le dure e recentissime dichiarazioni dell’ex centrocampista sulla Francia e sui francesi. Il motivo scatenante è l’idea, nata da “L’Equipe”, di consentire un ultimo giro d’onore con la maglia della nazionale a Therry Henry con la maglia della Nazionale francese. Una proposta che non è stata apprezzata dal suo ex compagno di squadra. Alla domanda relativa alla possibilità di concedere a “Titì” l’ultima partita di commiato in Nazionale, l’ex Gunner è sbottato puntando il dito anche contro i suoi connazionali:

“Perché mai dovrebbe tornare in Nazionale visto che alla gente non piace? Gli rimprovereranno il mani con l’Irlanda che valse la qualificazione ai Mondiali, o forse le prestazioni in Sudafrica? La Francia è un Paese ipocrita e vile, a volte penso che sarebbe stato meglio se fosse stata invasa dai tedeschi, avremmo avuto dei vantaggi a livello economico e sportivo. Forse Henry paga il fatto che non sorrideva quando giocava in Nazionale ma è proprio questo che odio della Francia, mi trovo male qui perchè la gente è bugiarda, ipocrita ed arrogante. A Brandao hanno dato un mese di galera (per il pugno a Thiago Motta, ndr.) mentre ci sono politici che non solo sono a piede libero ma sono in parlamento, è parlo solo di gente che è stata colta con le mani nel sacco. La verità è che oggi tutti la pensano come me“.

Petit sottolinea le differenze tra un paese come l’Inghilterra e la Francia:

“In Inghilterra, Henry è venerato. Gli hanno pure costruito una statua. Questa cattiva immagine che la stampa francese vuol far passare di Henry, mi da molto fastidio. Gli inglesi non odiano Wayne Rooney, nonostante non sia stato sempre corretto in campo e fuori. Thierry non ha mai sbagliato in campo e, nella vita privata, non ha mai combinato casini. Non è odiato, ma di certo non è amato. La stampa francese lo ha criticato duramente dopo il fallo di mano con l’Irlanda e, da allora, Henry ha giustamente tagliato i ponti con i giornalisti”.

Petit si è scusato qualche ora fa per la frase sull’ “invasione tedesca” in Francia (video in alto).

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ultimo aggiornamento: 05-12-2014


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