Per tanti, troppi anni, la tragedia dell’Heysel è stata dimenticata in un goffo tentativo di cancellarla dalla memoria collettiva. I responsabili di questa rimozione sono rintracciabili a tutti i livelli, in alcuni casi coincidono con quanti avevano responsabilità nelle morti di 39 persone, in altri casi parliamo di persone e “soggetti” che avrebbero avuto il dovere, oltre che l’interesse, a difendere la memoria di quanti persero la vita il 29 maggio 1985.

Le autorità belghe, la Uefa (che dopo la squalifica per 5 anni delle squadre inglesi ha chiuso nel dimenticatoio quell’episodio), ma anche la stessa Juventus che per oltre 20 anni ha fatto poco per celebrare il ricordo delle 39 vittime innocenti rimaste uccise poco prima della finale di Coppa dei Campioni per colpa degli irresponsabili e violenti tifosi inglesi e delle fatiscenti strutture dello stadio di Bruxelles.

Le cose sono cambiate soltanto di recente, soprattutto grazie all’impegno di organizzazioni come il “Comitato Per non dimenticare Heysel” di Reggio Emilia, che raccoglie alcuni dei parenti delle vittime di quella folle tragedia e tanti semplici tifosi. Il primo segno tangibile di un ricordo per quei 39 morti arrivò proprio in occasione del ventennale della tragedia con l’innaugurazione di un monumento, una targa, posta nei muri di quello stadio maledetto che intanto era stato ribattezzato Stadio Re Baldovino.

Può sembrare poco, ma non lo è. Per la prima volta la massima autorità cittadina di Bruxelles si assumeva parte delle responsabilità e garantiva che il ricordo di quell’infamia non venisse cancellato dalla storia.

Oggi però il monumento è in pericolo: lo Stadio Re Baldovino è destinato alla demolizione, ne verrà costruito un altro in una zona diversa nell’ambito della candidatura del Belgio per l’organizzazione di future competizioni continentali, ed il timore di quanti avevano lottato per riuscire ad ottenere quella targa è che non si usi il dovuto riguardo per quella che, giustamente, considerano una “conquista”.

Per questo motivo è stata promossa una petizione su Change.org in tre lingue, il testo spiega le ragioni della mobilitazione:

Abbiamo appreso da fonti giornalistiche della volontà del Comune di Bruxelles di abbattere lo stadio “Re Badouin”, ex “Heysel”, e della volontà di costruire nelle immediate vicinanze un nuovo impianto in vista della candidatura del Belgio all’organizzazione degli Europei di calcio nel 2020.

Siamo sinceramente molto preoccupati che nel progetto e nella realizzazione di questa opera vengano cancellati i luoghi di riferimento sacri alla memoria dei 39 cittadini della comunità europea, in maggioranza italiani e juventini, che versarono il loro sangue innocente in un martirio assurdo ed inconcepibile, del quale, a parte la Meridiana e le targhe in memoria, non è rimasta pietra.

Quella tragedia crudele è restata comunque impressa non soltanto nei documenti di repertorio, ma ancora di più nei nostri sentimenti.

A nome della tifoseria bianconera, che abbiamo l’onore di rappresentare, Le chiediamo, pertanto, in qualità di Borgomastro della capitale della comunità europea, la promessa e l’impegno affinché durante ed al termine dei lavori di cantiere vengano preservate o eventualmente ricollocate degnamente le aree attualmente dedicate dal Comune di Bruxelles alla memoria dei nostri cari.

Per questa nostra petizione auspichiamo, inoltre, il sostegno morale e la mediazione presso le autorità belghe e parlamentari competenti da parte del vicepresidente della Commissione Europea, On. Antonio Tajani, che nel 2005 s’impegnò in prima persona alla realizzazione della meridiana-monumento.

Questo monumento non deve essere abbattuto, quelle luci non vanno spente! Sarebbe l’ennesimo sfregio alla memoria dei nostri 39 Angeli ed al dolore ancora vivo dei loro familiari.

Certi della sua sensibilità e consueta disponibilità attendiamo fiduciosi cortese conferma che questa nostra richiesta possa essere civilmente esaudita.

In stima.

Andrea Lorentini (Giornalista e figlio di Roberto Lorentini, vittima Heysel)

Carla Gonnelli (figlia di Giancarlo Gonnelli, vittima Heysel)

Domenico Laudadio (Creatore e Custode www.saladellamemoriaheysel.it)

Annamaria Licata (Portavoce e Membro del “Comitato Per non dimenticare Heysel” Reggio Emilia)

Beppe Franzo – “Via Filadelfia 88”

Tuttojuve.com – testata giornalistica web ( www.tuttojuve.com )

Nicola de Bonis – speaker radio

RadioJuveweb.com – webradio

Vecchiasignora.com – forum 90.000 iscritti

Noi abbiamo aderito, con entusiasmo, sposando in pieno questa causa.

Invitiamo tutti i nostri lettori a firmare la petizione e a condividerla attraverso tutti i social network perché raggiunga il maggior numero di tifosi (al di là della fede sportiva) e di cittadini italiani e non.

L’Heysel può essere abbattuto, ma la memoria delle 39 vittime, infangata da inqualificabili striscioni esposti nei nostri stadi anche ai giorni nostri e mai stigmatizzati a sufficienza, non va cancellata.

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ultimo aggiornamento: 11-06-2013


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