Buffon ricorda Morosini e Fabrizio Quattrocchi, il mercenario ucciso in Iraq

Gianluigi Buffon interviene attraverso la sua pagina Facebook per omaggiare Piermario Morosini e Fabrizio Quattrocchi, per entrambi ricorre oggi, 14 aprile, l’anniversario della morte. Di Morosini sappiamo tutto, il calciatore del Livorno vittima di una malformazione cardiaca che gli è stata fatale durante Pescara – Livorno dello scorso anno è stato omaggiato a tutti livelli.

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Gianluigi Buffon interviene attraverso la sua pagina Facebook per omaggiare Piermario Morosini e Fabrizio Quattrocchi, per entrambi ricorre oggi, 14 aprile, l’anniversario della morte. Di Morosini sappiamo tutto, il calciatore del Livorno vittima di una malformazione cardiaca che gli è stata fatale durante Pescara – Livorno dello scorso anno è stato omaggiato a tutti livelli. Di fatto l’intera giornata “calcistica” su tutti i campi italiani è stata dedicata allo sfortunato collega da Buffon. Meno consueta è invece la scelta di ricordare Fabrizio Quattrocchi, il mercenario italiano giustiziato da un gruppo terroristico in Iraq il 14 aprile 2004 dopo il rapimento avvenuto a Baghdad.

Insieme a lui furono presi i colleghi Umberto Cupertino, Maurizio Agliana e Salvatore Stefio, liberati un paio di mesi dopo in circostanze mai chiarite, ufficialmente con un blitz dagli esiti non cruenti, ufficiosamente dietro pagamento di un ricco riscatto. Il gruppo terroristico uccise Quattrocchi per fare pressione sul governo italiano a che ritirasse le truppe dall’Iraq (si era da pochi mesi conclusa l’operazione militare condotta dalla cosiddetta “coalizione dei volenterosi“), per farlo deciso di colpire non dei soldati italiani inquadrati all’interno dell’alleanza ma quattro “contractors“, in sostanza “guardie di sicurezza” al servizio di privati che per qualsiasi ragione volessero muoversi scortati in Iraq subito dopo il termine della guerra.

Buffon, come altri, è rimasto “colpito” dalla famose frase che Quattrocchi avrebbe pronunciato non appena capito che i suoi rapitori stavano per giustiziarlo. L’uomo chiese che gli venisse tolta la benda che gli copriva gli occhi per “guardare in faccia” i suoi boia e “fargli vedere come muore un italiano“. Il portiere della Juventus spiega:

Invece che dire di FABRIZIO??? ….niente….probabilmente molti ragazzi non sanno neppure chi sia…. sicuramente in molti si saranno già scordati di LUI…. ma nel mio cuore vive sempre…. e nella mia mente il suo ricordo rimane indelebile….. e ogni volta che suona l’inno di Mameli,il mio pensiero va a i miei cari morti sul fronte per la nostra Italia,ma va anche a LUI…. che nel momento del saluto estremo alla vita, avrebbe avuto il diritto di piangere o rivolgersi ai suoi familiari, ai santi, alla Madonna, a Gesù o a Dio…. invece con una dignità mai vista, senza versare una lacrima, si è aggrappato ad un valore che ormai sembra seppellito…. l’amor di patria…. con una benda sugli occhi e un fucile puntato alla nuca, ha sconfitto i suoi assassini e mi ha fatto vibrare il cuore con una frase che ancor oggi mi commuove ‘ORA VI FACCIO VEDERE COME MUORE UN ITALIANO’… e così ha salutato la vita terrena….. giù il cappello…. chiuso il sipario…. buio pesto….. ma non per me…. sarai sempre un orgoglio che porterò dentro… un qualcosa che custodirò gelosamente nel profondo della mia anima e che farò conoscere ai miei figli…. perché, se è vero che non tutti siamo uguali e dotati dello stesso coraggio…. è anche vero che NESSUNO si sarebbe comportato come te….. un abbraccio ai familiari di queste 2 splendide persone…. la vostra morte, ahimè, è servita a qualcosa…. potete riposare in pace….. Gigi Buffon…. ITALIANO e CALCIATORE quasi quanto voi!!!

Per quanto di tenore differente ancora una volta Buffon si distingue dagli altri calciatori prendendo posizione con un’uscita pubblica su temi che normalmente i suoi colleghi evitano accuratamente per non attirarsi simpatie. Qualche mese fa rese una pubblica dichiarazione di voto e sostegno alla lista guidata dal presidente del consiglio Mario Monti alle elezioni politiche di febbraio. Questo potrebbe alienargli delle simpatie (o fargliene conquistare qualcuna), ma al di là dei contenuti è certamente coraggioso da parte sua prendere le parti in questioni che non riguardano strettamente il rettangolo di gioco mostrando di avere “personalità” non soltanto in campo.

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