Inter, la polemica dei tifosi: 12 domande rivolte a Moratti tramite altrettanti striscioni

Prima della gara contro la Lazio, i tifosi dell’Inter hanno esposto dodici lunghi striscioni arrecanti altrettante domande per Massimo Moratti: vediamo quali.

Ieri sera l’Inter ha perso la 15esima partita (in Serie A) di questa ormai sciagurata stagione, 3-1 casalingo contro la Lazio e ultimi sogni europei riposti con cura nel cassetto (i nerazzurri l’anno prossimo non parteciperanno alle coppe continentali per la prima volta in 14 anni): anche nel match di ieri è andato tutto male tra infortuni (gli ultimi della lista sono Jonathan, lussazione della spalla per lui, e Ranocchia, già malconcio prima del via), diffidati ammoniti (Juan Jesus e Alvaro Pereira salteranno la trasferta col Genoa), errori grossolani (il rigore malamente sparato alto da Alvarez) e sfortuna assortita (pali compresi). Nonostante tutto, gli alibi stanno a zero: a preoccupare i tifosi interisti non è tanto l’annata storta, ma la mancanza di prospettive future.

Perciò prima dell’inizio della partita i tifosi della Curva Nord hanno stampato 30mila volantini, sopra di essi 12 domande rivolte al presidente Massimo Moratti anticipate da un “Lei ama l’Inter. Noi amiamo l’Inter“. Per ribadire meglio il concetto poi i tifosi hanno esposto 12 giganteschi striscioni arrecanti le suddette domande che così hanno potuto leggere anche i tifosi da casa e il presidente stesso. Questi i quesiti:

1) Secondo lei perché tutto lo stadio ha applaudito i recenti striscioni della Curva riguardanti la società?
2) Perché sono stati messi in discussione gli stessi medici con cui abbiamo vinto il Triplete?
3) Perché il progetto di svecchiare la squadra comporta la vendita dei giovani già presenti in rosa o provenienti dalla nostra Primavera?
4) Che senso ha svendere sempre i nostri giocatori?
5) 2010-2013. Dal tetto del mondo si è crollati alla situazione attuale. A fronte dell’esempio di altri club europei crede che la causa sia tutta da attribuire ai giocatori e allenatori di questo periodo?
6) Come mai la società è sempre passiva di fronte a ogni attacco mediatico?
7) All’Inter c’è sempre un colpevole da mettere in piazza e una fuga di notizie mai vista in altri club. Non sarebbe opportuno avere nella dirigenza un “uomo forte” capace di trasmettere il senso di appartenenza, gestire tutte le situazioni societarie e “mettere” la faccia” a difesa della società?
8) Perché non è mai stato spiegato il reale motivo dell’allontanamento di Oriali dalla Dirigenza?
9) Perché si dice che la società Inter sia come una grande famiglia quando la realtà è l’esatto opposto? Non si è accorto che tutti pensano a se stessi e alla propria poltrona?
10) Come si fa a permettere che la seconda maglia dell’Internazionale sia rossa se si è interisti?
11) Si diceva che il suo sogno era la Champions come suo padre… ora si dice che l’altro suo desiderio sia lo stadio nuovo… Va bene, ma l’Inter?
12) Perché chi va via dall’Inter parla sempre bene di Lei… ma male dell’Inter?

Il presidente Moratti dal canto suo ha rilasciato qualche dichiarazione lasciando l’impianto di San Siro: sempre cortese e gentile coi cronisti, il numero uno del club nerazzurro ha spiegato che “anche io da tifoso li avrei messi, è stata una contestazione civile, non posso essere risentito“. Troppo poco. Nei prossimi giorni la dirigenza dovrà farsi sentire e magari rispondere punto per punto agli interrogativi posti dai tifosi: non è ammissibile che sia sempre Andrea Stramaccioni a metterci la faccia con nessuno della dirigenza che si faccia vivo per spiegare perché questa squadra è andata a picco in maniera incontrovertibile. Ma a preoccupare più di ogni cosa i tifosi è la mancanza di una programmazione seria, di un futuro almeno delineato, l’impressione è che ormai si navighi a vista e i milioni di supporters nerazzurri non sopportano l’idea di una squadra che piano piano si lasci andare. La speranza del popolo interista è che questi dodici eclatanti striscioni possano servire per una presa di coscienza netta, urgente, ineluttabile, di Massimo Moratti e dei suoi collaboratori: ora o mai più, l’Inter ha toccato il fondo.

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