Siena, la corsa del gambero: ogni settimana un nuovo punto di penalizzazione

Difficile la vita se sei un direttore sportivo e hai disperatamente bisogno di liquidità: Stefano Antonelli, factotum del Siena, in estate ha cercato di isolarsi dal mondo esterno per concentrarsi sull'unico fondamentale obiettivo. Vendere, a buon prezzo, quanti più giocatori possibile. Aveva cominciato, in questo senso, già nella finestra di mercato invernale: la Monte dei Paschi, coinvolta in scandali e bilanci in rosso spaventosi, aveva chiuso i rubinetti tanto per la Robur quanto per le altre società sportive cittadine (e non solo), la squadra di Massimo Mezzaroma invischiata nella lotta per non retrocedere, e nonostante l'handicap della penalizzazione per via del calcioscommesse se la stava cavando bene, cede punti fermi della squadra quali Neto (Zenit) e Calaiò (Napoli). Quindi la Serie B, stipendi arretrati da pagare, una rosa con molti giocatori di livello (e annessi ingaggi importanti) e neanche il becco di uno sponsor: comincia dunque la missione di Antonelli.

Il mercato però è crudele e se gli acquirenti sanno che il venditore non se la passa bene e ha bisogno di sbarazzarsi dei suoi pezzi pregiati, allora le offerte vorticano inesorabilmente al ribasso. Il Siena non riesce a vendere come avrebbe voluto, ma è già un miracolo se riesce a iscriversi al campionato: trova la fidejussione in extremis (ma comunque fuori tempo massimo per evitare perniciosi "meno" in classifica), inizia a versare ai suoi tesserati le mensilità arretrate (anche queste non sempre nei termini e spesso senza il versamento dei contributi). In estate lasciano la città del Palio Paci, Calello, Terzi, Bolzoni, Sestu, Emeghara, Larrondo e in extremis Rubin e Pegolo, alcuni tra i quali Rosina, Angelo, Valiani e D'Agostino rimangono sotto la Torre del Mangia e addirittura arrivano pure dei nuovi giocatori come Pulzetti, Crescenzi, Morero e il portiere Lamanna. Un intrico che consegna a mister Beretta un'ottima squadra per la categoria ma che non rimpingua le casse societarie come voluto.

Così i bianconeri partono con un "leggero" -2 in graduatoria e subito alla prima azzerano la penalizzazione vincendo in goleada contro il Crotone; ko sulla sirena a Novara, quindi altri 3 punti contro il Bari ma la settimana scorsa arriva un nuovo -1 per i ritardi nella succitata fidejussione. Si va a Castellammare di Stabia dunque con tre punti in classifica, al Menti la Robur strappa un 2-2 in rimonta, poi arriva il 16 settembre e la nuova scadenza: la società doveva improrogabilmente versare ai suoi tesserati le mensilità di giugno e luglio 2013 (per un totale di 7,5 milioni di euro). Cosa fatta, senza però l'intero importo dei contributi: altro punto in meno, anche se ancora non ufficializzato dalla FIGC. Finita qua? No, perché le mensilità di aprile sono state pagate in chiaro ritardo e anche per queste in futuro dovrà arrivare un altro "punticino" da sottrarre a quelli che la squadra sta guadagnando sul campo.

E' tutta una questione di tempi, perché il club i soldi li avrebbe pure: basterebbe uno sponsor, o che lo Zenit inoltrasse l'ultimo bonifico per il pagamento di Neto subito, e non entro fine ottobre come negli accordi di un anno fa, due milioni di euro che ora farebbero più che comodo ma che invece arriveranno in ritardo per evitare altri punti di penalizzazione. Una iattura per gli appassionati del Siena Calcio, che stanno penando non solo per la scarsa solidità difensiva di Dellafiore e soci, ma anche perché hanno dovuto definitivamente mettere da parte la classifica: si vive dunque alla giornata, sabato al Franchi arriva la Ternana e la squadra promette spettacolo. Piano piano i soldi nelle tasche dei giocatori arriveranno, e pazienza se gli organi federali saranno inflessibili sulla tempistica; Antonelli in questo senso è stato molto chiaro:

"Sapevamo sarebbe arrivata la penalizzazione, non è una novità per noi. La cosa più importante è esistere ed esserci. Dobbiamo farci forza per eliminarla il prima possibile".

Passerà la tempesta e, con l'orgoglio che si ritrovano Vergassola e compagni, la navigazione potrà proseguire con il vento in poppa. Fino alla prossima finestra di mercato. O alla prossima data cerchiata in rosso sul calendario personale di Mezzaroma.

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