Mauri: "Fango ad orologeria dalla Procura di Cremona, sono innocente"

L'intervento del calciatore della Lazio

Stefano Mauri è ancora in attesa di conoscere l'esito del ricorso al Tribunale Nazionale di Arbitrato per lo Sport. L’istanza ha come oggetto la decisione assunta dalla Corte di Giustizia Federale del 2 ottobre 2013 con la quale infliggeva al calciatore la sanzione della squalifica per nove mesi complessivi. Dopo molti mesi in cui ha preferito mantenere un atteggiamento piuttosto riservato sulla vicenda del Calcioscommesse, il centrocampista laziale è intervenuto sulla vicenda prima sui social network e ora con un'intervista a Sky Sport 24:

"Sono innocente. Mi dipingono come Al Capone ma dimostrerò la mia estraneità ai fatti che mi contestano. Ho scommesso, ma non sul calcio. Sono due anni che va avanti questa storia. Speriamo finisca presto, voglio tornare a giocare il prima possibile. Non ho mai scommesso sul calcio. Solo su basket e su tennis. Mi chiedo tutti i giorni perché sono in questa situazione. Se tornassi indietro non farei tante cose ad esempio come prendere la scheda (quella intestata a Samanta Romano, fidanzata di Luca Aureli, gestore di una agenzia di scommesse a Roma, ndr) e altre piccole cose. Non ho fatto nulla di male l'ho sempre detto e continuerò a dirlo. Non sono andato contro le regole di questo sport. Spero di tornare a giocare il prima possibile ed è questa la cosa più importante".

Mauri ha tirato in ballo la Procura di Cremona, responsabile a suo dire di "interferire" sulla Giustizia Sportiva con interventi sulla stampa:

"Adesso, però, è arrivato il momento di parlare, perché io non ce la faccio più, non posso più andare avanti così, perché quello che è stato fatto nei mie confronti ha dell’assurdo, è vergognoso. Tutto il fango che è stato buttato addosso alla mia persona, adesso è troppo. Domenica, addirittura, nei due quotidiani nazionali più importanti, sono apparsi degli articoli in cui dicevano che Bazzani avrebbe dichiarato di avermi incontrato in un ristorante addirittura con due accompagnatrici durante una cena nella quale abbiamo parlato di scommesse sportive riguardanti partite di calcio. Ho chiesti ai miek avvocati di verificare questa circostanza e loro si sono documentati e hanno visto che Bazzani ha dichiarato di avermi conosciuto in un ristorante durante una cena e parlavamo di vari argomenti, c’era altra gente. Ma soprattutto, che non parlavamo di scommesse illecite riguardanti partite di calcio.Dalla procura di Cremona sono sempre stato dipinto come Al Capone, come un gangster. È ancora oggi vengo dipinto così e non so per quale motivo. Casualmente, tutte le che volte che c’è un appuntamento importante per me davanti alla giustizia sportiva, esce sempre una notizia dalla Procura di Cremona. Una volta può essere un caso, due non lo so. Sta di fatto che ancora adesso sono in attesa di giudizio, sta di fatto che sono passati cinque mesi nei quali io non posso giocare e sta di fatto che dopo due anni ancora non c’è una prova che sia una contro di me. Non so se esistano dei precedenti nel quale un pubblico ministero, con le indagini ancora in corso, abbia fatto un’intervista su una persona indagata. Non lo so e non sto qui a giudicare, non sono io che devo giudicare. Sta di fatto che è avvenuta proprio nel momento cruciale dei miei ricorsi nella giustizia sportiva. Sono talmente tranquillo che non ho nessun tipo di problema, anzi, spero che finisca in fretta questo incidente probatorio, perché nei miei computer non ho nulla da nascondere e, quindi, sono molto tranquillo".

Poi Mauri spiega il suo rapporto con Zamperini:

"Zamperini era libero, ed è libero, di parlare con chi vuole e di rimanere in contatto con chi vuole. Io so il contenuto dei messaggi che ci siamo scambiati con lui o, comunque, l’argomento di cui si parlava e non è certo l’alterazione delle partite o le scommesse illecite. Stavamo organizzando delle vacanze, perché da lì a poco saremmo andati a Formentera, e parlavamo anche di organizzazione di un altro viaggio che dovevamo fare dopo Lazio-Genoa e di cose di cui parlano tutti. Che spiegazione ti dai del fatto che Zamperini ha attaccato con te, chiamasse Ilievski e, poi, richiamasse te, se stavate organizzando delle vacanze? Messaggiava con me di vacanze e con Ilievski degli affari suoi, non per forza rispondeva a un messaggio mio parlando con Ilievski e viceversa. Noi parlavamo dei fatti nostri e lui con Ilievski parlava dei fatti suoi. Perché a così breve distanza interrompeva con me, chiamava lui, poi richiamava me? Quando uno scrive un messaggio, prima di rispondere aspetta, guarda il messaggio, risponde, indipendentemente da altri messaggi".

Tre giorni fa Matteo Melandri, uno dei due avvocati di Mauri, ha attaccato duramente la Procura di Cremona proprio sul punto delle interviste "ad orologeria":

"Il nostro atteggiamento è stato sempre pacato e prudente. Mauri non è qui poiché completamente destabilizzato dai continui attacchi. C'è molta rabbia perché per l'ennesima volta la Procura di Cremona ha voluto creare una pressione molto più che subdola sulla testa di chi dovrà giudicare in sede sportiva. Quanto successo questa settimana è un fatto eclatanti ma di risonanza minore rispetto a quello accaduto dopo la sentenza di primo grado. L'intervento del pm Di Martino fu vergognoso. Un attacco diretto ad un soggetto coinvolto nell'indagine assolutamente inammissibile. Per lui Mauri fu correttamente arrestato per l'accusa contestata e l'avrebbe fatto di nuovo, criticando i giudici sportivi come non fossero dei veri giudici. Venne creata un'atmosfera ad hoc verso chi doveva poi giudicare in secondo grado. Questa ulteriore istanza di custodia cautelare continua a parlare di contatti e tabulati telefonici nonostante per un reato di associazione a delinquere la Procura potrebbe effettuare rogatorie, utilizzare cimici e intercettazioni. A Mauri fu contestato di aver alterato il risultato di Lazio-Genoa e Lecce-Lazio per favorire la Lazio in classifica. Ora, nella seconda ordinanza, c'è scritto magicamente l'esatto contrario. I contatti con questo Bazzani, di cui poi parleremo dopo, dimostrerebbero che Mauri avrebbe contrattato per far perdere i biancocelesti contro l'Udinese e, ancora peggio, che poi si sarebbe ripetuto con la Juventus, come se perdere con i bianconeri fosse un evento sospetto."

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